domenica 5 giugno 2016

Ultimo giorno di scuola


Ultimo giorno di scuola.
Cecilia, giovanissima protagonista de La camera bella, scoppia di felicità. Eppure, un piccolo dolore già fa capolino dietro l'angolo.
Perché la vita è così, a tutte le età: regala dolce e salato, risate e lacrime...





– È tutto così bello, che non mi sembra vero! – esclamò Cecilia felice, lanciando lo zainetto sulla poltroncina dell’ingresso.– Andata bene la mattinata? – chiese la mamma.– Meravigliosamente, ho atteso tanto questo giorno! È così bella la scuola quando è chiusa!– Buone vacanze, Ceci – augurò papà Ansaldi.Sabato 9 giugno, ultimo giorno di scuola. Aveva fatto il conto alla rovescia per almeno un mese, Cecilia: le giornate si facevano sempre più calde, la campagna sempre più accattivante e la scuola sempre più insopportabile.
[…]
– Sapete che stanno già crescendo le albicocche nel giardino della nonna? – cinguettò la ragazzina, riempiendosi il piatto. Era come se l’insalata di riso le dicesse: “Mangiami, Ceci. Non vedi come sono fresca e colorata? Mangiami, mangiami”.
– Matureranno entro una o due settimane – confermò papà Ansaldi. – L’ho notato ieri mattina, quando sono andato a far vedere la casa.
– Far vedere la casa? Che casa? A chi? Dove? Perché? – Cecilia sentì una specie di morsa chiuderle lo stomaco.
– La casa della nonna, tesoro. Probabilmente avremo la possibilità di affittarla e...
– Affittarla? Cioè farci vivere dentro della gente che non sappiamo nemmeno chi è?
[…]
– Lo so, Ceci, era della nonna, ma sono certa che lei adesso non avrebbe nulla in contrario se...
– E tu come puoi dirlo? Certo che avrebbe qualcosa in contrario! Quella è la sua casa e ci è andata sposa e ci ha partorito te e ci faceva la marmellata sulla stufa e mi accoglieva tutti i giorni e mi dava la merenda e poi si è ammalata e alla fine... e alla fine...
L’insalata di riso aveva perso ogni attrattiva. Una lacrima, calda e rotonda, solcò la guancia colorita della ragazzina.
[…]
– Oh, non capite niente! Se ci andranno ad abitare delle altre persone quella casa non sarà più la stessa casa! – un’altra lacrima seguì il solco tracciato dalla prima.
– Non cambierà nulla, vedrai. Solo una rinfrescata generale, una piccola ristrutturazione del bagno, qualche riparazione necessaria da tempo.
– E la casa perderà il suo profumo!
– Profumo? Che profumo?
– Profumo di legna, di stufa, profumo di biancheria pulita. Profumo di… profumo di nonna!
Cecilia terminò la frase gridando fra i singhiozzi.
Si alzò di corsa da tavola e si precipitò fuori. Il sole sfolgorante di giugno la investì, non appena uscì dal portone. La ragazzina corse, corse a perdifiato, singhiozzando disperatamente. Corse finché la città non fu alle sue spalle e davanti solo la campagna.


[Laura Blandino - La camera bella - Parte quarta, cap. 9]