05 dicembre 2018

Presepe vivente

Il Natale si avvicina, e in Val Favero i ragazzi preparano il presepe vivente. Chiara, suo malgrado, viene trascinata in quella che ritiene solo una carnevalata imbarazzante. Eppure, proprio durante le prove di quella manifestazione ormai imminente, accade qualcosa di decisivo...
Vi regalo una pagina tratta da Il velo dorato, con l'augurio di buon Avvento. 

Lo sguardo del giovane percorse tutto il salone, si spinse fino all'assembramento centrale e finalmente approdò alla scena della Natività. Fu in quel momento che Luca vide Chiara.
Era radiosa, in piedi accanto all'asinello grigio. Indossava un abito grezzo lungo fino ai piedi, drappeggiato con semplicità. L’ovale del viso era incorniciato dal velo azzurro che ricopriva il capo, per scendere poi sulle spalle come una sorta di mantello. 
Luca rimase a osservarla come se la vedesse per la prima volta. Quella ragazza gli piaceva da anni, ma non aveva mai notato quanto fossero delicati i tratti del suo volto e quanto fosse limpido lo sguardo di quegli occhioni nocciola. L’aveva osservata milioni di volte, in quei due anni e l’aveva persino ritratta in uno splendido acquerello che le aveva regalato in occasione del suo diciottesimo compleanno. Eppure, quel pomeriggio le sembrava diversa: più bella, più luminosa, più vera.
Assistette alla prova rimanendo in un angolo del salone, per non disturbare i lavori.
Quando san Giuseppe circondò con un braccio le spalle della Madonna, Luca provò una strana sensazione di disagio, simile a una puntura di spillo in mezzo al petto. Come si permetteva, quel tizio, di abbracciare Chiara? D’accordo, non costituiva un pericolo: era un seminarista o un novizio o qualcosa del genere, forse non era interessato a fare il provolone con le ragazze. E poi aveva i brufoli.
Ciononostante, se Luca avesse seguito l’istinto, si sarebbe precipitato al centro del salone fendendo la folla di ragazzini, avrebbe preso san Giuseppe per il bavero e gli avrebbe rifilato un pugno sul naso.
Quando la prova fu conclusa Chiara, dismessi i panni della Vergine, corse incontro a Luca.
– Ho terminato, finalmente! Non ne potevo più…
– Perché?
– E me lo chiedi? Mi sentivo così ridicola!
– A me sembravi così bella!
Uscirono dall'oratorio e piazza San Francesco li accolse con il suo clima da cartolina di Natale: le luminarie colorate attraversavano il nero del cielo, le vetrine proiettavano sui marciapiedi i loro riflessi dorati, dal bordo della grande fontana scendevano mille stalattiti di ghiaccio. E la neve, leggera e fitta, continuava a scendere.


[Laura Blandino - Il velo dorato - Piccola Casa Editrice, 2018]



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