Questa volta, però, il Natale avrà per Nori un sapore diverso: lei e sua madre lo trascorreranno a casa di Lucia, ospitate dalla sua famiglia.
19 dicembre 2022
Con Nori verso il Natale
Questa volta, però, il Natale avrà per Nori un sapore diverso: lei e sua madre lo trascorreranno a casa di Lucia, ospitate dalla sua famiglia.
14 dicembre 2022
La famiglia Trapp
Forse molti di voi conoscono La famiglia Trapp perché da quell'autobiografia è stato tratto un delizioso film, Tutti insieme appassionatamente, con l’inarrivabile Julie Andrews come attrice protagonista. Eppure, credetemi: il libro è ancora più bello del film.
L’autrice, l’austriaca Maria Augusta Trapp, racconta in prima persona la storia della sua famiglia molto speciale: dal 1926, quando - appena ventunenne - iniziò il suo lavoro come istitutrice presso la villa del barone Giorgio von Trapp, fino al 1948, anno in cui la famiglia ottenne finalmente la cittadinanza americana.
Pagina dopo pagina, mille vicende: le piccole gioie quotidiane, le difficoltà economiche, il grande amore, la passione per il canto polifonico, l’avvento del nazismo, la fuga in America, il coraggio di ricominciare insieme.
In questo post vi offro uno stralcio tratto dal quarto capitolo, che descrive con pennellate delicatissime il primo Natale della famiglia Trapp.
10 dicembre 2022
Nel freddo dell'inverno
In quel periodo trascorsi molte delle mie serate a leggere l’epistolario di bisnonna Onorina. L’inverno stava avvicinandosi precocemente, con rigidissime temperature e sporadiche nevicate fin dagli ultimi giorni di novembre; rannicchiarsi sotto il piumone a leggere era per me un piacere imperdibile.
Pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, la Onorina del 1925 mi diventava sempre più familiare: era come un’amica misteriosa da ascoltare, osservare, ammirare.
Avevo parecchie cose importanti in comune con lei. Non solo il nome, ma anche il soprannome: la ragazza del 1925 terminava ogni sua lettera con un romantico «Vostra per sempre, Nori». Inoltre anche lei aveva gli occhi blu; finalmente scoprivo che origine avesse quell’insolita e incantevole caratteristica fisica: un cromosoma prezioso era giunto fino a me scorrendo come un fiume carsico attraverso le generazioni. «Puledrina mia dagli occhi blu», scriveva Nino. E poi la Nori del 1925 era vivace, testarda, ambiziosa; un po’ come la sua pronipote di molti decenni dopo.
– Che storia Lucia, che storia! La intitolerei: “Nori’25”. L’ho letta e riletta un sacco di volte; m’intriga da morire…
– Meglio di un romanzo?
– Certo! Quella di Nori’25 e del suo Nino è una storia vera. Piena di passione, proprio come piace a me – esclamai, appoggiando il plico di vecchi fogli sul tavolo del salotto Cantelli.
– Erano fidanzati?
– Non proprio. Siediti comoda, così ti racconto tutto.
Lucia aggiunse un ciocco nel caminetto, e tornò a sedersi accanto a me. Stavamo bene nel saloncino della sua villetta, e ci piaceva l’atmosfera creata dal fuoco di legna: il caldo sano, il profumo di resina, il suono delle fiamme che crepitavano in sottofondo. Era più facile sentirsi amiche, in un posto così. Intanto, fuori, il freddo serrava la collina nella sua morsa dicembrina.
07 dicembre 2022
La scuola è qualcuno che ti aspetta
Alessio è un bambino autistico. Sta per fare il suo ingresso nella scuola primaria, e ha davanti a sé una sfida grande come il mondo. La sua insegnante di sostegno non si perde d'animo: abbraccia fin dal primo istante la fatica del bambino, e lo accompagna - anno dopo anno - in un percorso scolastico difficilissimo e bellissimo.
Sembra la trama di un romanzo, e invece è una storia vera. È proprio Emilia Gibelli - la maestra di Ale - a raccontarcela in La scuola è qualcuno che ti aspetta. L'autrice ripercorre quel cammino di fatiche e scoperte, ricadute e conquiste, che porterà il bambino a sbocciare lentamente. Grazie anche alla collaborazione e all'affetto di molti.
È un testo di didattica (con tanto di appunti operativi e immagini), ma ha l'immediatezza della narrativa, e a tratti qualche eco di poesia. Ma soprattutto offre spunti di riflessione validi per chiunque, indipendentemente dall'età e dalle circostanze personali. Come questo:
...Un bambino che ha bisogno di essere amato, di essere felice, di riuscire, di essere riconosciuto "in gamba" per qualcosa. Come me. Come tutti.
Ciò che ci accomuna è il nostro cuore, la nostra sete di felicità, di amare e di essere amati, di vivere e scoprire il bello e il buono della vita anche se drammatica. Ognuno ha in sé la sua strada che occorre scoprire e riconoscere attraverso l'impatto con la realtà, che ci svela i nostri doni, i nostri talenti e i nostri limiti...
25 novembre 2022
Idee regalo per Natale
- Nelle librerie (se non sono presenti negli scaffali, possono essere prenotati).
- Negli store on line (in alcuni casi è previsto uno sconto sul prezzo di copertina).
- Rivolgendosi ai rispettivi editori e distributori.
- Contattando direttamente l'autrice.
21 novembre 2022
I libri illustrati di Richard Scarry
- il gatto Pip Pip, che andò a Londra a cercare fama e fortuna al servizio della Regina;
- il cane Cuscus, investigatore algerino - bravissimo a travestirsi - che fingendosi danzatrice riuscì a catturare Pepe il Gangester;
- il caprone Ernst, scalatore svizzero che salì in vetta alla montagna per tirar giù di peso la mucca Heidi;
- il maiale Hans, idraulico olandese che tappò una falla in una diga infilando nel buco un turista che passava di lì;
- il volpone Pierre, vigile francese, che catturò un ladro acciuffandolo dopo un rocambolesco inseguimento fra le vie di Parigi;
- Mario, gondoliere veneziano, che doveva accompagnare una porcella in chiesa a sposarsi (ma siccome la fanciulla era molto "oversize", fu giocoforza riporre la gondola e sostituirla con un barcone delle angurie)...
18 novembre 2022
Il gioco è una cosa seria
Per chi ha bambini, e desidera trascorrere un sabato pomeriggio diverso e intelligente. Ma anche per chi non ha (più) figli piccoli, eppure è rimasto lui stesso un po' bambino.
Sabato 19 novembre - a Grugliasco, presso il Salone "La Nave" del Parco Le Serre, a partire dalle 15,30 avrà luogo un evento con tanti giochi, in occasione della "Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia".
Uno degli aspetti belli, è che fra i protagonisti ci sarà la Biblioteca Civica Pablo Neruda, con un punto-prestito, e uno spazio dove poter leggere e ascoltare storie. A tutti i bambini, fino ad esaurimento scorte, verrà regalato un libro.
Perché è vero che «Il gioco è una cosa seria».
Ma è altrettanto vero che - come diceva Roald Dahl - «Se riesci a far innamorare i bambini di un libro, o due, o tre, cominceranno a pensare che leggere è un divertimento. Così, forse, da grandi diventeranno dei lettori. E leggere è uno dei piaceri e uno degli strumenti più grandi della nostra vita».
https://letturavventura.blogspot.com/2017/05/far-innamorare-i-bambini.html
16 novembre 2022
O mythos deloi oti...
11 novembre 2022
Che senso ha?
– Che senso ha? – chiesi, dopo aver inspirato profondamente – Che senso ha avere tanti amici, essere carina, andare a scuola, festeggiare il compleanno, trovare il merlo giusto, fare carriera, se poi si muore?
Lucia tacque ancora. Forse intuiva nella mia voce un accento nuovo, come un’inquietudine profonda che si faceva largo attraverso una crepa nella superficialità di sempre. Levò un braccio, e lo pose sulle mie spalle. Io mi lasciai abbracciare, e piansi un po’.
09 novembre 2022
La lettura nell'arte: Botero
Torniamo al grande tema della lettura nell'arte; ovvero agli artisti che hanno catturato sulle loro opere le immagini di persone immerse nella lettura.
Dopo Pierre-Auguste Renoire e Berthe Morisot, ecco Fernando Botero.
Sono numerosi i dipinti in cui l'artista contemporaneo colombiano rappresenta donne in lettura, sempre ritratte con il tipico stile: colori tenui e forme dilatate, irreali ma in qualche modo affascinanti. Donne ciccione, che sanno rilassarsi con un buon libro nel verde della campagna, o sulla poltrona del proprio salotto.
Come non provare per loro un'istintiva simpatia?
06 novembre 2022
Florence
L'Italia non è ancora entrata nel conflitto, e l'opinione pubblica è divisa tra "interventisti" e "pacifisti". Ludovico Aldisi, giornalista rampante e spregiudicato, è convinto che l'ingresso in guerra possa essere per l'Italia una grande opportunità , e per lui stesso un'ottima occasione di affermazione professionale e sociale. Il suo obiettivo è partire per il fronte come inviato speciale, per "raccontare" la guerra all'opinione pubblica del suo Paese.
Giunto sulla Marna, Ludovico si unisce a un battaglione scozzese, e vede da vicino gli orrori della guerra. Dopo quell'esperienza, nulla nella sua vita sarà più come prima.
La trama del romanzo è articolata, si tinge in più parti di rosa e di giallo; ma ciò che mi pare più significativo è proprio il percorso interiore del protagonista dopo l'esperienza del fronte.
Nella pagina che oggi vi offro, trovate l'intenso dialogo tra Ludovico e il capitano del battaglione...
Il capitano emise un sospiro pesante. Si inclinò in avanti, gli occhi scuri e inespressivi puntati in faccia all'altro.
«Non sa a cosa va incontro.»
«Non devo sparare, io.» Cosa voleva dimostrargli quell'inglese?
«Oh, no. È qui che si sbaglia. Anche lei combatterà questa guerra, e a suo modo, con le parole.» Freeman non sembrava scalfito dalla sua irritazione. «Quanti anni ha?»
«Ventotto», rispose.
Il militare indicò il bicchiere vuoto. «Vuole bere dell'altro?»
Lui fece cenno di no.
«Io dieci più di lei. Gran parte della mia vita l'ho trascorsa con questa divisa addosso, preparandomi per momenti come questo. Dovrei essere pieno d'orgoglio patriottico, bruciare dalla voglia di sterminare i tedeschi che ci aspettano là fuori. Dovrei. Ma non è così.»
Ludovico batté le palpebre, sconcertato. Cosa stava dicendo? Era ubriaco? Una meraviglia sgradevole e improvvisa gli fece alzare la voce. «Ciascuno di noi ha un dovere da compiere in questa guerra: il mio è quello di raccontare cosa accade, così come il suo è quello di combattere. La realtà deve arrivare a chi è lontano da qui, a chi non può vedere il sangue versato e non può udire il rombo dei cannoni.»
Freeman rise sommessamente. Un suono malinconico, che gli rammentò la risacca su una spiaggia di ciottoli. «Oh, amico mio, per essere un adulto, è ancora così ingenuo. Pensa che la verità arriverà intatta sul suo giornale? Che non ci sarà qualcuno che la manipolerà? Non capisce che è tutto inutile? Che la gente vede solo ciò che vuol vedere?»
Ludovico ammutolì, incapace di trovare una risposta immediata. «L'Italia non è in guerra. Non siamo coinvolti, e non vedo perché dovrebbe accadere una cosa del genere», farfugliò dopo alcuni secondi.
Freeman lo soppesò, quasi dovesse scegliere se fidarsi o meno di quello sconosciuto. «Ma presto o tardi finirete per essere trascinati nel conflitto. Ricordi sempre questo, signor Aldisi: nessuno vuol sapere cosa accade davvero su un campo di battaglia. Mai. Se lo facesse, sarebbe costretto ad ammettere che l'animo umano è capace d'ogni bassezza. La guerra riporta in vita il nostro peccato originale, ciò di cui vogliamo dimenticarci. Che siamo animali, prima di tutto.»
02 novembre 2022
Bisogno di eternità
«Venire al cimitero a inizio novembre è un po’ come fare l’albero a metà dicembre, o comprare uova di Pasqua ad aprile, o fare shopping quando iniziano i saldi», esclama Nori, cercando di scherzare. Ma la sua amica Lucia non coglie la battuta, e si addentra con lei nel cimitero monumentale della città, per starle accanto in un momento di grande importanza.
Eh no, non è facile pensare alla morte. Men che meno parlarne. Una soluzione può essere censurare il pensiero, o provare a scherzarci su. Oppure ancora - ma qui ci vuole più coraggio - si può guardare in faccia la realtà, lasciandosi interrogare e ferire. Accettando il rischio che si scatenino nel cuore domande brucianti sul senso della vita e sul bisogno di eternità. Se ne esce ammaccati, ma senz'altro più veri...
– Io detesto i cimiteri! Sono pieni di morti…
– Ovvio, servono a quello.
– No, voglio dire: sono pieni di dolore. Uno non può entrare lì dentro e fare come se niente fosse, capisci?
– Capisco. Anche a me i cimiteri fanno quell'effetto. Però penso che sia un effetto buono. Ogni tanto vado a trovare i miei nonni, e altre persone care che sono morte, e lì per lì ci sto malissimo. Ma poi quando esco mi sento molto serena… come dire… più forte, più vera.
Guardai Lucia senza capire. A volte nella sua strana testa frullavano pensieri lontani anni luce dal mio personale sentire. Tuttavia, istintivamente accettai la sua proposta: non perché la ritenessi una buona idea, ma perché mi fidavo profondamente di Lucia...
27 ottobre 2022
Iliade e Paperiliade
L'epica mi ha sempre affascinata, e in particolare amo l'Iliade, poema che nonostante i suoi 2700 anni d'età sembra per certi versi attualissimo: perché parla dell'uomo, dei suoi sentimenti, delle sue domande. Una storia di eroismo e arroganza, affetti familiari e amicizia, vulnerabilità e sete di eterno.
Credo che scrivere e illustrare una parodia dell'Iliade senza scadere nel banale sia un'impresa difficile. Eppure ne sto leggendo una davvero divertente, sui numeri di Topolino usciti nello scorso giugno.
«Cantami, o musa, del paperide l’ira funesta, che infiniti grattacapi addusse...» [Pippomero]
Il protagonista della Paperiliade è Paperachille (Paperino), irritabile eroe «dal piede veloce e dalla pessima gestione della rabbia».
Fra gli Achei incontriamo anche Paperennone (Paperone), parsimonioso capo della spedizione; Archimedisseo (Archimede) dal multiforme ingegno; nonché i tre paperini Pa - Tro - Clo (Qui - Quo - Qua) appartenenti alle GM (no, non Giovani Marmotte: in questo caso Giovani Mirmidoni).
Sul fronte dei Troiani ecco Topoettore (Topolino), coraggioso eroe. E poi Minnomaca (Minni), eroica fidanzata; Re Priamoni (Commissario Basettoni), benevolo e angustiato sovrano; Astia e Natte (Tip e Tap), giovanissimi eroi.
Sul monte Olimpapero si affrontano, tra gli altri, Paperatena (Paperina), dea tifosa degli Achei, e Ares Gamba (Gambadilegno), nume che sostiene i Troiani.
Episodio dopo episodio, i fumetti ripercorrono - mutatis mutandis - le vicende del poema omerico, strappando più di un sorriso.
23 ottobre 2022
Una passione inesauribile
«…Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto né voluto frenare. Non riesco a saziarmi di libri...»
15 ottobre 2022
Il maestro e Margherita
La genialità surreale di Michail Bulgakov mi ha tenuto compagnia nelle ultime settimane. "Il maestro e Margherita" è un grande classico, su cui molto è stato detto e scritto.
Non azzardo lunghe recensioni - del tutto superflue - ma condivido un video in cui lo storico Alessandro Barbero racconta e commenta il romanzo, con passione ed emozione. Leggendone alcuni passi e spiegandone l'importanza storica e letteraria: https://www.youtube.com/watch?v=nwZ1i2I15ps.
07 ottobre 2022
Il sorriso parla
Lo sapevate? Ogni anno, il primo venerdì del mese di ottobre si celebra la Giornata Mondiale del Sorriso.
È una delle tante ricorrenze di questo tipo, ma si distingue per freschezza e simpatia. Come sempre, occorre tenerne conto con buon senso (ad esempio, organizzare eventi per promuovere atti di gentilezza sarebbe solo un'ennesima forzatura). Nello stesso tempo, rivolgere un pensiero all'importanza del sorriso può rendere la giornata più ricca.
Perché un sorriso sincero può esprimere un mondo di cose, illuminare lo sguardo e trasmettere gioia.
Il sorriso parla.
27 settembre 2022
Nori, in un minuto e mezzo...
In un breve video - appena un minuto e mezzo - il mondo di Nori parla di sé, regalando qualche emozione.
15 settembre 2022
Più lontana della luna
Primi anni '70. Lidia, quindicenne timida e solitaria, vive con il padre operaio e la madre fruttivendola in un povero appartamento ricavato nell'ex scuderia della palazzina di caccia di Stupinigi. La sua è una vita ripetitiva e banale, ma Lidia ha un sogno: andarsene di casa e diventare "un trovatore" per trovare il suo "amore da lontano", come facevano gli antichi poeti provenzali, che amavano dame distanti (e forse addirittura inesistenti).
Surreale e bizzarro - ma il paradossale è un po' la cifra dei romanzi di Paola Mastrocola - Più lontana della luna accompagna Lidia fino alle soglie della maturità. E offre alcune pagine di piacevole lettura.
"Addio, vado a fare il trovatore!" dissi.
Mi uscì così, di colpo. Una semplice frase. Ma la parola trovatore era pesante, cadde in un tonfo sordo nell'aria opaca del tinello. Opaca perché in cucina cuoceva un minestrone, emanando nuvole stagnanti di vapore. Fu come un masso che si stacca all'improvviso dalla cima. Nessuno capì...»
10 settembre 2022
Un viaggio nel passato
Alla morte di una vecchia zia, il padre di Nori eredita Villa Onorina, l’antica casa di famiglia, ormai abbandonata da anni. Esplorandone il sottotetto in compagnia di Lucia, Nori scopre uno scrigno contenente uno scambio epistolare risalente al 1925; protagonista del carteggio è un’altra “Nori dagli occhi blu”.
Da questo momento si innesta nel romanzo un nuovo piano temporale, che ripercorre le vicende di Nori'25, pazientemente ricostruite attraverso indagini fra i documenti e gli oggetti rinvenuti in Villa Onorina. Una storia ormai antica, che appassiona Nori e finisce con il coinvolgere anche Lucia, Alberto, e gli altri personaggi che ruotano intorno a loro. Soprattutto, la sfortunata bisavola diviene per Nori una sorta di presenza amica.
...Pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, la Onorina del 1925 mi diventava sempre più familiare: era come un’amica misteriosa da ascoltare, osservare, ammirare.
Avevo parecchie cose importanti in comune con lei. Non solo il nome, ma anche il soprannome: la ragazza del 1925 terminava ogni sua lettera con un romantico «Vostra per sempre, Nori». Inoltre anche lei aveva gli occhi blu; finalmente scoprivo che origine avesse quell'insolita e incantevole caratteristica fisica: un cromosoma prezioso era giunto fino a me scorrendo come un fiume carsico attraverso le generazioni...
07 settembre 2022
Trema la notte
Nadia Terranova ambienta il suo Trema la notte nel dicembre 1908, quando un terremoto devastante rade al suolo Messina e Reggio Calabria. Nel contesto di questa immane tragedia collettiva, le vite di una ragazza siciliana e un bambino calabrese si incrociano per un istante.
Nicola ha alle spalle ferite profonde e segrete. Barbara si porta dentro una ribellione che brucia. Quando si scatena l'apocalisse, entrambi perdono tutto. E acquistano un'inattesa libertà, che però sa di dolore e di morte.
Le vicende sono drammatiche, eppure la lettura scorre in scioltezza, perché questo romanzo è - in fondo - una storia di rinascita.
Vi offro un assaggio della pagina in cui Barbara, costernata, scopre di aspettare un bambino. E non lo vuole, perché quella gravidanza è il frutto di una violenza.
05 settembre 2022
Gli invisibili
Norvegia, primi anni del novecento. Ambientato a Barrøy, una delle tante isolette a sud delle Lofoten, Gli invisibili narra l'infanzia e l'adolescenza di Ingrid, nata in una famiglia che da generazioni vive in quel luogo sperduto. Natura potente e terribile, lunghi silenzi, orizzonti sconfinati, fatica e coraggio, attaccamento alle origini e desiderio di modernità.
È l'inizio di una saga cui saranno dedicati altri due romanzi di Roy Jacobsen. E non vedo l'ora che siano pubblicati anche in Italia.
02 settembre 2022
Nori in diretta radiofonica
Mercoledì 31 agosto in prima serata è andata in onda in diretta su Radio Mater una lunga intervista all'autrice di Nori.
Titolo della trasmissione: “Nori – Mi piace ma non mi basta”.
Per chi fosse interessato, la registrazione completa è disponibile al seguente link:
https://www.radiomater.eu/files/trasm_mer_21-00.mp3
30 agosto 2022
Patria
23 agosto 2022
Mi piace, ma non mi basta
Potrebbe essere il sottotitolo del romanzo: «Mi piace, ma non mi basta».
Perché Nori è fatta così: vive con intensità quasi rabbiosa la sua adolescenza, coglie l'attimo, apprezza il lusso, sa divertirsi, adora essere desiderata. Non le mancano né la bellezza, né la curiosità, né il benessere. Tutto questo le piace, le piace molto. Eppure, non le basta...
In ogni caso questo Rob, o Bob, era stato uno di quelli che io avevo apprezzato maggiormente. Per un certo periodo aveva anche vissuto in casa nostra. Avevo dieci o undici anni, all’epoca, e mi ci ero affezionata molto: Bob, o Rob, mi coccolava spesso, mi accompagnava alle feste, mi aiutava a fare i compiti. Anche lui, però, aveva ben presto fatto la stessa fine degli altri.
«Mi piace la mia casa. Mi piacciono i miei amici. Mi piace la mia vita» pensavo, inspirando profondamente il leggero profumo di lavanda che permeava il copriletto; poi, in un impeto di sincerità con me stessa, aggiungevo: «Mi piace, ma non mi basta».
20 agosto 2022
Davide di Gerusalemme
Louis De Wohl è riuscito a rendere con efficacia straordinaria la storia biblica del re Davide. Avvincente come un racconto d'avventura, rigoroso come un romanzo storico, Davide di Gerusalemme narra la vicenda di quell'uomo eccezionale, da semplice pastorello a re d'Israele.
Ne esce il ritratto deciso di una personalità complessa e
affascinante: umile pastore e grande guerriero, amante passionale e uomo di preghiera;
assetato di vittorie, di donne, di ricchezze, ma soprattutto di Dio. Sullo
sfondo, quasi colonna sonora, la musica dei salmi.
Vi offro una pagina tratta dal primo capitolo: il profeta
Samuele riconosce nel ragazzo il nuovo re eletto da Dio, e versa l’olio sacro sul
suo capo...
«Ecco il ragazzo» disse suo padre. «Questo è Davide, il
mio ultimogenito.»
Sembra preoccupato, pensò
Davide, chiedendosi come mai. Poi puntò lo sguardo sul santo, e i suoi pensieri
si arrestarono di colpo. L’uomo di Rama aveva il volto largo, coperto da un
reticolo di rughe e solchi profondi, e sopra il naso corto e schiacciato si
arcuavano sopracciglia bianche e folte. E gli occhi… Davide aveva sostenuto
senza timore lo sguardo del leone, ma quello incandescente del santo lo
costrinse a chinare la testa.
«È lui!» disse il vecchio, con
una voce sorprendentemente sonora e profonda. «L’eletto del Signore.» Sollevò
una mano incartapecorita e coperta di macchie scure, e puntò il dito su Davide.
«Leva i calzari», gli ordinò perentorio. «Che si purifichi» aggiunse poi,
rivolto a suo padre.
Iesse gli tese una brocca
d’acqua e un telo di lino. Gli tremavano le mani.
Che cos’hanno in mente? Si
domandò Davide. E di colpo gli venne da pensare che forse era lui la vittima
sacrificale. Il Signore non aveva forse ordinato ad Abramo di sacrificare suo
figlio Isacco? Anche se all’ultimo momento aveva accettato di sostituirgli un
ariete. Forse questa volta non si sarebbe accontentato, e il vecchio gli
avrebbe tagliato la gola con il coltello cerimoniale. Davide poteva scappare,
ovviamente. Nessuno dei suoi fratelli gli teneva testa nella corsa, e di certo
il vecchio non poteva raggiungerlo. Ma se era la volontà di Dio? Lo sapevano
tutti che il santo di Rama era un
profeta. E nessuno può sfuggire a Dio. Il Signore è ovunque, e spetta a
Lui decidere l’ora della tua morte.
In silenzio Davide eseguì le
abluzioni rituali. Il vecchio cominciò a frugare sotto la fascia che gli
cingeva i fianchi, ma invece del coltello con la grossa lama ne estrasse un
piccolo corno. Tolse con cura il tappo d’argento, e nell’aria si diffuse un
aroma denso e dolciastro. Poi il vecchio sollevò la testa, tanto che la sua
barba bianca puntò verso il cielo, e recitò una preghiera tra sé. Infine disse:
«Avvicinati, Davide, figlio di Iesse.»
Il ragazzo obbedì.
«China la testa.»
L’olio sacro, pensò Davide,
sbalordito, sentendo il liquido viscoso che gli gocciolava sui capelli. Impossibile.
Di sicuro era soltanto un sogno. Tra un po’ si sarebbe svegliato e avrebbe
scoperto che al gregge mancavano un paio di pecore, come la settimana prima,
oppure che una fiera selvatica aveva fatto irruzione e… No, non stava sognando.
L’olio gli era colato negli occhi e bruciava come il fuoco. Era sveglio,
dunque. Tutt’intorno però regnava un silenzio di morte.
Il profeta tappò di nuovo
l’ampolla e la ripose con cura sotto la fascia ricamata. «Ciò è bene» disse, in
tono solenne. «Al resto penserà il Signore.»
14 agosto 2022
04 agosto 2022
03 agosto 2022
La donna dal kimono bianco
In La donna dal kimono bianco di Ana Johns due storie di donne scorrono parallele, su piani temporali diversi, ma alla fine si intrecciano, con un esito di composta drammaticità.
Stati Uniti, oggi. La giovane Tori Kovac, reporter investigativa, si prende cura del padre morente. Fra gli effetti personali del genitore trova una lettera che potrebbe contenere una rivelazione sconvolgente sul suo passato.
Giappone, 1956. La giovanissima Naoko è promessa sposa a un giovane che suo padre ha scelto per lei. Ma non vuole questo matrimonio: lei è innamorata di un marinaio americano di stanza presso il porto della sua cittadina.
No, non è un romanzetto rosa. È un affresco storico riuscitissimo, che sa ricostruire efficacemente le atmosfere di un Giappone ormai perduto.
29 luglio 2022
Novità in libreria!
Da oggi "Nori" (LFA Editore) è disponibile per l’acquisto:
- nelle librerie (se non è ancora presente negli scaffali, può essere prenotato);
- negli store on line.
In alcuni casi è previsto uno sconto sul prezzo di copertina.
Il libro è acquistabile con il Bonus Cultura e con il Bonus Carta del Docente.
26 luglio 2022
24 luglio 2022
21 luglio 2022
COMING SOON!
Nori, donna dei nostri tempi dinamica e realizzata, trascorre una breve vacanza autunnale nella località balneare in cui, da ragazza, conobbe persone destinate a cambiare la sua vita. L’affollarsi dei ricordi ripercorre l’adolescenza di “Nori dagli occhi blu”: il rapporto con i genitori, alcuni incontri decisivi, il germogliare di uno sguardo nuovo sulla realtà...
Laura Blandino - Nori - LFA Editore
Dal 29 luglio 2022 negli store on line e in libreria.




















