Visualizzazione post con etichetta Il velo dorato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il velo dorato. Mostra tutti i post

25 novembre 2025

Libri sotto l'albero - 2025

Permettetemi anche quest'anno un "angolino pubblicitario", visto che manca un mese al Natale. Avete pensato a regalare un libro? Ecco dunque qualche suggerimento:

I romanzi possono essere acquistati:
🎄 Nelle librerie (se non sono presenti negli scaffali, possono essere prenotati).
🎄 Negli store online (in alcuni casi è previsto uno sconto sul prezzo di copertina).
🎄 Contattando direttamente l’autrice.

Buona lettura, a voi e alle persone cui volete bene!



25 novembre 2024

Libri sotto l'albero

Permettetemi un "angolino pubblicitario", visto che manca un mese al Natale. Avete pensato a regalare un libro? Ecco dunque qualche suggerimento:
I romanzi possono essere acquistati:
🎄 Nelle librerie (se non sono presenti negli scaffali, possono essere prenotati).
🎄 Negli store online (in alcuni casi è previsto uno sconto sul prezzo di copertina).
🎄 Rivolgendosi ai rispettivi editori e distributori.
🎄 Contattando direttamente l’autrice.

Buona lettura, a voi e alle persone cui volete bene!



12 settembre 2024

10 anni di libri

Sono trascorsi esattamente dieci anni dalla pubblicazione del primo romanzo. Dieci anni, e cinque libri.

Per festeggiare la ricorrenza, un lettore ha interrogato in merito l'intelligenza artificiale...

«Laura Blandino è un’autrice italiana nota per i suoi romanzi di formazione. Negli ultimi dieci anni ha scritto cinque opere che esplorano temi legati alla crescita personale e alla scoperta di se stessi.

Laura Blandino ha creato opere che affrontano le sfide dell’adolescenza e dell’età adulta, offrendo ai lettori spunti di riflessione e ispirazione.

Lo stile di scrittura di Blandino è coinvolgente e accessibile, con una particolare attenzione ai dettagli emotivi e psicologici dei personaggi. I suoi romanzi sono spesso caratterizzati da una narrazione fluida e da un linguaggio semplice ma evocativo, che riesce a catturare le sfumature delle esperienze adolescenziali.

Il messaggio centrale dei suoi romanzi di formazione è l’importanza della crescita personale attraverso le relazioni e le esperienze di vita. Blandino esplora come gli incontri e gli eventi imprevisti possano influenzare profondamente il percorso di maturazione dei giovani, portandoli a una maggiore consapevolezza di sé e del mondo che li circonda».

[Copilot]



11 ottobre 2023

Giornata mondiale delle ragazze

Oggi si celebra la Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, istituita dall'ONU per porre l’attenzione sui diritti delle donne - in particolare delle più giovani - in tutto il mondo.  Il tema è serio e delicatissimo, soprattutto se pensiamo ai contesti più estremi: sfruttamento, violenze, abusi, indigenza, istruzione inaccessibile, sanità negata. Ma anche nel nostro Occidente "sazio" il tema è di attualità.

Non penso sia solo una questione di "diritti", o di "emancipazione". Il mio desiderio è che tutte le adolescenti abbiano la possibilità di guardare con tenerezza se stesse, e con fiducia il proprio futuro. Senza sentirsi in dovere di calpestare la propria interiorità, pur di essere all'altezza dei modelli che il "mondo" vorrebbe imporre loro.

Io ho molto a cuore le bambine e le ragazze; tant'è vero che - spontaneamente - ho sempre fatto di loro le protagoniste delle storie che ho avuto la gioia di scrivere.
  • Penso a "La camera bella", con la dolce Chiara e la vivace Cecilia, circondate dalle loro amiche nella cornice suggestiva della Val Favero.
  • Penso a "Tempo di cose nuove", in cui Paola - ragazzina timida che si sente sempre fuori posto - vive una preziosa esperienza di crescita e di rinascita..
  • Penso a "Il velo dorato", in cui la giovane nigeriana Adaora, pur ferita dalla vita, è pronta a ricominciare da zero perché desidera profondamente un esito di felicità per sé, e soprattutto per il suo bambino.
  • Penso a "Nori" e al suo incontro decisivo con Lucia, inizio di un'amicizia in grado di scaldare il cuore, e far germogliare uno sguardo nuovo sulla realtà.
  • E penso a lei, la giovanissima protagonista del nuovo romanzo che presto vedrà la luce 💙


14 febbraio 2023

Buon San Valentino!

 «Tu non hai mai scritto storie d'amore - notava alcuni giorni fa un'amica, attenta lettrice - Però nei tuoi romanzi, in un modo o nell'altro, qualcuno che s'innamora c'è sempre». 
In effetti è vero: l'amore, o il desiderio dell'amore, accompagna spesso le vicende dei personaggi di ogni età. A maggior ragione quando si tratta di adolescenti. Siamo sinceri: chi di noi, durante i suoi "anni verdi", non si è innamorato almeno una volta?
E quindi consentitemi di offrirvi quattro piccoli brani colorati di rosa, in questo giorno di San Valentino tradizionalmente dedicato agli innamorati...

💖
Nel frattempo le luci si erano abbassate e la musica disco aveva lasciato improvvisamente spazio ad alcuni lenti molto suggestivi. Luca e Chiara cominciarono a ballare insieme, in un angolo appartato del salone. “Mio Dio, che bello, che bello, che bello! Non mi sembra vero, sono qui appiccicata a lui... appiccicatissima!”. Alzò il volto verso di lui e gli sorrise. I loro visi erano a pochi centimetri l’uno dall'altro: se lui si fosse chinato leggermente o se lei si fosse sporta un pochino... Ma fu proprio lo sguardo innamorato di Chiara a fermare Luca: non poteva illuderla, appagarsi e poi fuggire. Allo stesso tempo non voleva ferirla, infrangere il suo sogno proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Le scostò i capelli dal viso e con dolcezza le baciò la fronte, gli zigomi, le labbra e poi ancora la fronte: una tempesta di piccoli baci che la resero radiosa.
– Buon compleanno, dolce Chiara.
Le diede un’ultima carezza e la ricondusse piano piano al centro del salone, nella girandola degli amici.
[Tratto da: La camera bella]

💖
Dopo cena passeggiarono mano nella mano a Trastevere, risalirono lungo via Garibaldi, e raggiunsero il Gianicolo. Da lassù il panorama era stupendo: si poteva abbracciare con lo sguardo tutta Roma illuminata.
Chiara si appoggiò al parapetto e rimase in silenzio a contemplare quello spettacolo. Era senza fiato: per lo stupore, per l’emozione, per la camminata in salita…
– Ti desidero – disse Luca, di punto in bianco.
– Eh? – Chiara si voltò verso di lui guardandolo inebetita.
– Ti desidero – ripeté, sorridendo divertito. Le luci di Roma gli si riflettevano sugli occhiali, sembrava che avesse le stelle intorno agli occhi.
– Che cosa vuoi dire?
– Quello che ho detto. In realtà ti desidero da tanto tempo, mi sei sempre piaciuta da morire. Però non mi sono mai sentito pronto per una storia seria; e tu non eri una ragazza da una botta e via.
– Nemmeno adesso lo sono.
– Certo che non lo sei! – Luca rise per l’equivoco, e la abbracciò con tenerezza – Sono io che sto cambiando, non tu! 
Le prese il volto fra le mani, e si chinò verso le sue labbra.
[Tratto da: Tempo di cose nuove]

💖
– Dopo pranzo puliamo il bagno e poi abbiamo finito – disse Adaora.
– Adesso non ci pensare. Mangia tranquilla e riposati.
Adaora si bloccò a metà boccone, sopraffatta dalla sorpresa: Giuseppe era passato inavvertitamente dal lei al tu. Superato lo stupore, provò una sensazione nuova e strana: come se al centro del petto il cuore si sciogliesse un po’, diventando morbido e caldo.
Il maresciallo prese un’altra fetta di pizza, la addentò, poi assunse un’espressione pensierosa. 
“Se n’è accorto anche lui” pensò la donna e gli sorrise.
L’uomo si sentì incoraggiato: – Possiamo darci del tu, Adaora?
– Ne sarei felice.
[Tratto da: Il velo dorato]

💖
Dopo pranzo ci stendemmo sul plaid, fianco a fianco, e rimanemmo in silenzio a osservare il cielo. Mi sentivo meravigliosamente bene: il sole del primo pomeriggio intiepidiva l’aria, e il canto degli uccelli sovrastava il rumore del traffico lontano. Il blu del cielo si armonizzava perfettamente con i miei occhi e il mio vestito. Ma soprattutto, Alberto era lì con me: il lato sinistro del mio corpo sfiorava il lato destro del suo, e quel contatto lieve mi emozionava. Inutile negarlo: desideravo Alberto con tutte le mie forze. Nello stesso tempo non avevo la certezza che anch'egli provasse verso di me la stessa attrazione, e mi chiedevo se per lui io fossi abbastanza carina, abbastanza seducente, abbastanza donna. 
Dopo un’intera adolescenza trascorsa a giocare con il desiderio degli uomini, alimentando con i loro sguardi la mia autostima, adesso per la prima volta ero io a sentirmi calamitata e confusa. Se solo Alberto mi avesse fatto un piccolo, minuscolo cenno! Invece se ne stava lì immobile, come se in quel momento desiderasse esclusivamente un pisolino. Forse il bell'addormentato nel bosco aveva solo bisogno di una principessa pronta a risvegliarlo.
[Tratto da: Nori]

25 dicembre 2022

Natale 2022

Auguro di vero cuore a tutti i lettori un 
Buon Natale
da trascorrere serenamente con gli affetti più cari,
e - perché no? - anche in compagnia di un buon libro!


23 dicembre 2022

Pagine di Natale

Ho sempre amato il Natale: il suo significato più autentico, l'atmosfera inconfondibile, il senso d'attesa che si respira in Avvento...  Forse è per questo che il Natale fa capolino tra le pagine di tutti i romanzi che ho avuto la gioia di scrivere. 
Non riuscirei a raccontare storie di giovani vite, senza lasciar spazio alla ricchezza semplice del Natale.
Per chi desiderasse una "degustazione" di alcune pagine che ho dedicato alle festività natalizie, ecco quattro rapidi link, uno per romanzo...







Inizia l’Avvento. È un tempo di attesa, che zia Marta ama moltissimo. Con delicatezza, coinvolge nell'atmosfera anche Chiara e Cecilia. 
In questa pagina, tratta dal primo capitolo della stagione invernale, trovano spazio tradizioni, profumi, un pizzico di poesia. E, soprattutto, l’inquieta trepidazione propria dell’adolescenza.
Vai alla pagina tratta da: La camera bella








Che cosa può accadere quando si varca la soglia di un’antica chiesa nella notte di Natale? Magari ci si sente un po’ a disagio, perché non si è frequentatori abituali di "faccende religiose". Magari ci si sente un po’ imbronciati, perché si preferirebbe "essere ovunque ma non lì". Eppure, qualcosa può accadere… al di là di quanto si possa immaginare! Chi di noi non desidera una luce capace di “rifulgere nelle tenebre”?  
Vai alla pagina tratta da: Tempo di cose nuove








Il Natale si avvicina, e in Val Favero i ragazzi preparano il presepe vivente.
Chiara, suo malgrado, viene trascinata in quella che ritiene solo una carnevalata imbarazzante. Eppure, proprio durante le prove di quella manifestazione ormai imminente, accade qualcosa di decisivo...
Vai alla pagina tratta da: Il velo dorato







Per Nori il Natale è solitamente un giorno come tanti altri, forse appena un po' più malinconico. Lo ha sempre trascorso con sua madre, prenotando un menu completo in gastronomia e mangiandoselo davanti alla tivù. Questa volta, però, il Natale avrà per Nori un sapore diverso: lei e sua madre lo trascorreranno a casa di Lucia, ospitate dalla sua famiglia.
Vai alla pagina tratta da: Nori

25 novembre 2022

Idee regalo per Natale

"Natale non sarà Natale senza regali", borbottò Jo, stesa sul tappeto.
(Louisa May Alcott, Piccole donne)

Non sono certo le strenne a dare un senso al Natale; però è bello scambiarsi qualche piccolo dono, anche in tempi difficili. 
E un libro può essere un'idea regalo tutt'altro che banale.

Visto che manca esattamente un mese al Natale, ecco dunque qualche suggerimento:
I romanzi possono essere acquistati:
  1. Nelle librerie (se non sono presenti negli scaffali, possono essere prenotati).
  2. Negli store on line (in alcuni casi è previsto uno sconto sul prezzo di copertina).
  3. Rivolgendosi ai rispettivi editori e distributori.
  4. Contattando direttamente l'autrice.
Buona lettura, a voi e alle persone cui volete bene!




23 dicembre 2021

In una manciata di secondi...

In un brevissimo video - una manciata di secondi, appunto - ho voluto esprimere i miei auguri più cari a tutte le lettrici e a tutti i lettori.

Buon Natale!

21 giugno 2020

Buone vacanze!

Inizia l'estate, e finalmente tornano le belle giornate, calde e luminose. Riecco le vacanze, dopo un anno scolastico e accademico decisamente anomalo: preoccupazioni serie, distanziamento sociale, didattica a distanza, e forse qualche interrogativo in più sul senso della vita. 
Per molti di noi anche queste vacanze saranno diverse dal consueto:  precauzioni sanitarie e difficoltà economiche ci costringeranno a trovare soluzioni "low profile". Ma anche una vacanza semplice può essere bellissima, soprattutto in compagnia di qualche buon romanzo.
Avete già pensato a quali libri leggere sotto l'ombrellone, o fra gli alberi di un parco cittadino?
Buone vacanze, ragazzi!

14 giugno 2020

Black lives matter, all lives matter

In questo periodo difficile, caratterizzato da proteste e dibattiti sul tema del razzismo, non ho potuto far a meno di ripensare a Il velo dorato. I protagonisti di questo romanzo - concepito, scritto e pubblicato in tempi non sospetti - sono una giovane donna di colore e il suo "ragazzino un po' marrone". 
La mia speranza è che questa storia aiuti i lettori delle nuove generazioni a riflettere con serenità, lontani sia dal pregiudizio sia dall'ideologia. Perché davvero: "Black lives matter". E non solo le vite dei neri. "All lives matter".
Permettetemi di offrirvi uno stralcio della prima pagina...


Mi chiamo Tom, ho dieci anni e ho appena finito la quarta elementare. Sono alto per la mia età, sono forte e so correre veloce. Ho la pelle scura, non tantissimo però. Ho gli occhi neri e anche i capelli neri molto ricci.La mia mamma si chiama Adaora. La sua pelle è molto scura, e anche i suoi capelli sono molto neri. Viene dalla Nigeria, arrivò in Italia a 15 anni. Quando aveva 17 anni nacqui io.
Fin qui era tutto abbastanza facile; il tema però si preannunciava lungo, e in certi punti piuttosto complicato. Se Tom avesse potuto scegliere, avrebbe preferito svolgere alcuni dei temi assegnati al resto della classe: più generici, meno personali. Ma la maestra aveva insistito: “Provaci, Tom. Racconta per iscritto la tua storia: così, quando arriverai nella nuova scuola, potrai farla leggere alla nuova maestra e lei imparerà subito ad apprezzarti”. 
Tom rifletté per qualche minuto, poi riprese a scrivere.
Quando ero piccolissimo vivevamo in un centro di accoglienza qui in Sicilia, vicino al mare. Spesso andavamo in spiaggia e giocavamo con la sabbia, i sassi e i legnetti. Al centro vivevano tante persone: c’erano mamme con i loro bambini, ma anche bambini senza mamma e mamme senza bambini. Ogni tanto c’era anche qualche papà, con bambini o senza. Io non ho mai conosciuto il mio papà. Eppure sono nato lo stesso, e mamma dice sempre che l’ho resa felice. 
Tom si sentì soddisfatto: era riuscito a mettere subito le cose in chiaro. Lui non era un bambino di serie B, nato per sbaglio nel grembo di un’adolescente di colore ferita dalla vita. Lui era un bambino in gamba, che aveva reso felice la donna più bella del mondo.

[Da: "Il velo dorato", di Laura Blandino - Prima pagina]

23 aprile 2020

Giornata mondiale del libro

Ogni anno il 23 aprile ricorre la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore, patrocinata dall'Unesco per «incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e a valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell'umanità».
  • Come lettrice desidero festeggiare, perché il piacere della lettura non mi abbandona fin dalla più tenera età, e sono certa che mi accompagnerà fino all'ultimo dei miei giorni.
  • Come scrittrice non sono certo in grado di contribuire al "progresso sociale e culturale dell'umanità"; però mi sentirei già molto appagata se i miei romanzi riuscissero ad accendere nei ragazzi la passione per la narrativa.
Buona Giornata del Libro a tutti!

21 marzo 2020

La primavera ai tempi del coronavirus

Eppure, la primavera è arrivata. Nonostante il dolore e la preoccupazione di questi giorni, è esplosa quasi sfacciatamente,  con tutto il suo armamentario di fiori coloratissimi, sole limpido, brezza frizzante.
E noi qui, chiusi nelle nostre case, idealmente stretti a chi sta male, e a chi - là fuori - lavora e trema.
Non possiamo far altro che rispettare le regole, e impiegare il nostro tempo al meglio possibile. Sicuramente, in giornate come queste, un buon libro può essere un'ottima compagnia.

16 dicembre 2019

Verso il Natale con «Il velo dorato»

In quello stesso momento, una volante dei carabinieri posteggiò davanti a un portone verde in via Donizetti. L’uomo in divisa scese dall'auto, diede un’occhiata ai campanelli e suonò in portineria.
– Ehi, qui è tutto in regola! Se qualcuno ha combinato qualcosa, io non c’entro un accidente! – esclamò la vecchia Ester, affacciandosi allarmata alla finestra del piano rialzato. 
– Mi può aprire, per cortesia?
La vecchia si affrettò, con una certa apprensione. 
– Entri pure. Non abbiamo niente da nascondere qui.
– Devo solo parlare con la famiglia Obi.
Quando Adaora aprì la porta del monolocale e si vide comparire davanti il maresciallo, rimase per qualche istante senza fiato.
– Posso entrare, signora Obi? – chiese l’uomo, togliendosi il cappello; poi soggiunse: – Mi scusi per l’intrusione; l’avevo promesso a Tom.
– Grazie, grazie! – esclamò il ragazzino, scattando in piedi come una molla.
– Buon Natale, Tom. Buon Natale, Adaora – disse il maresciallo; poi ebbe un attimo di esitazione e chiese: – Posso chiamarla Adaora, vero, signora Obi?
– Certo! – annuì la donna, con slancio. La gentilezza rispettosa che l’uomo aveva sempre dimostrato nei suoi confronti la metteva quasi in imbarazzo; non era abituata a sentirsi trattata con tanto riguardo.
– Vi piacciono i marron glacé? Ieri pomeriggio sono passato davanti alla pasticceria, ho visto i marron glacé in vetrina e ho pensato di prenderne un po’ per mangiarli oggi con voi.
Estrasse da sotto il cappotto una confezione dorata, e la posò sul tavolo, al centro di un’allegra tovaglia natalizia che la signora Ester aveva vinto con i punti del supermercato e aveva regalato a Adaora proprio il giorno prima.
Sedettero intorno al vassoio di marron glacé e li mangiarono quasi tutti. Nel frattempo chiacchierarono un po’, condividendo piccoli episodi di vita quotidiana. Soprattutto Tom parlava volentieri e si sentiva fiero di poter raccontare le sue imprese sportive a un uomo che, da ragazzo, aveva giocato a basket per parecchi anni.
Il maresciallo rimase con gli Obi per più di un’ora, ma il tempo volò come se si fosse trattato di un minuto. Adaora provò nuovamente la sensazione già sfiorata pochi giorni prima, nell'abitacolo della volante, quando Esposito li aveva accompagnati a casa: una specie di calore accogliente e semplice, in cui trovare riposo.
– Grazie per l'ospitalità – disse l'uomo raccogliendo il cappotto e il cappello che aveva appoggiato su un letto e avviandosi verso la porta.
– Grazie a lei per essere venuto, signor maresciallo.
– Adaora, può chiamarmi Giuseppe se le fa piacere.
– E io? – chiese Tom tutto speranzoso – Io come posso chiamarla?
– Tu puoi continuare a chiamarmi signor maresciallo – rispose, con un tono di voce fermo e severo. Gli passò una mano fra i capelli, scompigliandoli come solo lui sapeva fare e poi gli afferrò per un attimo la nuca, in un gesto energico che a Tom piaceva da morire.

[Laura Blandino - Il velo dorato - Piccola Casa Editrice, 2018]


26 luglio 2019

La collezione dei momenti felici

In questi giorni di canicola estiva, come farebbe piacere un bel tuffo nell'acqua impetuosa e fresca di un torrente!
Anche Tom e Adaora, protagonisti de Il velo dorato, regalano a se stessi una giornata di vacanza in riva al Favero. Con loro c'è Luca - "Penna Veloce" per gli amici - cui il "ragazzino un po' marrone" si sta affezionando sempre più.
Adaora vive quel momento di rara leggerezza con una gratitudine incommensurabile.
Rileggiamo insieme quella pagina così fresca...



Andarono sulle rive del Favero, presso una spiaggetta che Luca conosceva bene. I pendii erano punteggiati di gruppi che allestivano i pic-nic: tavolini pieghevoli, bracieri per grigliate, enormi borse termiche. 
Adaora, Tom e Luca e non erano così organizzati: si limitarono a stendere un plaid su uno scampolo di prato, e a mettere all'ombra il sacchetto dei panini. Le bibite le collocarono al fresco tra i sassi del torrente, in un punto in cui l'acqua scorreva meno impetuosa. Chiacchierarono, scherzarono, presero il sole. 
Verso mezzogiorno, nel momento più caldo della giornata, Tom si tuffò nel Favero. Proprio in quel momento sopraggiunsero alcuni altri ragazzini e Tom fece subito amicizia con loro, anche perché ne conosceva già un paio: avevano frequentato insieme il centro estivo, fino a due settimane prima. Si divertirono a schizzarsi acqua l'uno con l'altro, fino a diventare lividi per il freddo. 
– Grazie per tutto questo – mormorò Adaora osservando suo figlio che sguazzava spensierato.
– È piacevolissimo anche per me – ammise Luca, e tornò a distendersi sul plaid, stiracchiandosi pigramente.
– Aggiungo un momento felice.
– Aggiungi che? Dove?
– No, niente. Ho una collezione immaginaria, raccolgo i momenti felici e li conservo nella memoria. Così quando sono triste ci ripenso e mi sento un po’ meglio.
– Ne hai già raccolti tanti?
– Parecchi, sì.
– Me ne racconti qualcuno?
– Uno è adesso. Gli altri non te li posso dire. La mia collezione è segreta.
– E i momenti brutti? Raccogli anche quelli?
– No, quelli me li porto dentro e basta. Vorrei solo dimenticarli, ma a volte mi capita persino di sognarli di notte.
– Non pensi che parlandone con qualcuno potresti liberartene?
– No – rispose Adaora, con un tono secco che non ammetteva repliche. E per essere certa che la conversazione finisse lì, si alzò di scatto e si tolse il prendisole: – Vado a farmi un bagno.
Luca si sollevò a sedere e rimase a osservare la giovane donna che raggiungeva il torrente e s’immergeva nell'acqua fino a metà gamba. Indossava un vecchio bikini giallo limone, che spiccava sul nero della pelle ed evidenziava le forme perfette. Le gocce d’acqua brillavano come diamanti sul corpo liscio e tonico. Penna Veloce non riusciva a distogliere lo sguardo da Adaora, come prigioniero di un’attrazione fisica irrefrenabile.
– Luca, non vieni anche tu a fare il bagno? – gli chiese Tom, invitandolo con un ampio gesto del braccio.
– Meglio di sì – convenne il giovane. E si tuffò rapidamente nell'acqua freddissima.
Terminato il bagno, si asciugarono al sole. Poi tirarono fuori i panini e pranzarono insieme. Adaora aveva preparato una torta alla frutta.
– È deliziosa!
– Nonna Rosa m’insegnò.
Tom ne portò alcune fette ai suoi nuovi amici, che facevano pic-nic poche decine di metri più in là. Poco dopo i ragazzini contraccambiarono offrendo loro tre enormi fette di anguria freschissima.
– Allora Tom, sei contento? – gli chiese Penna Veloce, affondando il viso nello spicchio di cocomero.
– Minchia! – esclamò il ragazzino. Come dire che per lui quello era stato il più bel Ferragosto di tutta la vita.

08 aprile 2019

Cassanico

Il velo dorato - come pure i due romanzi precedenti, La camera bella e Tempo si cose nuove - è ambientato a Cassanico, un’immaginaria cittadina piccola e quieta, che sorge sulla sommità di una collina e si estende lungo i suoi versanti, digradando dolcemente.
Tutt'intorno, la campagna: un ondeggiare di alture verdissime, vigneti e frutteti, pendii erbosi per il pascolo. Qua e là, le frazioni: gruppi di case rurali, villaggi piccoli ma dignitosi.
Tutto l’intreccio si svolge in un alternarsi armonioso di scorci cittadini e spazi campestri.





– È bello qui – commentò Tom, senza staccare lo sguardo dal paesaggio che scorreva fuori dal finestrino. 
– Stiamo lasciando la pianura, vedrai quante colline fra poco.
– Ci piacerà.
Si preannunciava una serena giornata estiva e il sole del mattino rendeva ancora più brillante la campagna: un ondeggiare di alture verdissime, vigneti e frutteti, prati e pascoli; un paesaggio profondamente diverso da quello siciliano, con cui lo sguardo di Tom aveva confidenza da sempre.
Pochi minuti dopo, all'orizzonte apparve la cittadina di Cassanico: sorgeva sulla sommità della collina più alta, e si estendeva lungo i suoi versanti, digradando dolcemente.

29 marzo 2019

Paola e Stefano

Intorno protagonisti de Il velo dorato si muovono altri personaggi, alcuni già noti ai lettori dei romanzi precedenti.  
In particolare, che fine hanno fatto Paola Stefano, protagonisti di Tempo di cose nuove?



Paola
Paola Bonvicino, Bonnie per gli amici, non è più la ragazza goffa e impacciata arrivata da Roma un anno fa. È tuttora una persona semplice, timida, di poche parole; ma ha imparato a credere in se stessa e a lasciarsi voler bene.
All’inizio del romanzo la incontriamo al Centro Estivo. Aiuta l’amica Lia nella gestione dei ragazzini, e accoglie Tom appena arrivato a Cassanico.
– Ciao, Tom! Che ci fai qui tutto solo? – gli chiese Bonnie un pomeriggio, notandolo seduto su una panca in un angolo del cortile, mentre tutti gli altri compagni giocavano a palla avvelenata. Gli sorrise, e si sedette accanto a lui. C’era ombra in quel punto del “campone”, si stava piacevolmente al fresco.– Me l’ha ordinato Lia. Per castigo, credo. O qualcosa del genere.– E come mai?– Perché ho detto minchia. A lei non piace.– Beh, non possiamo darle torto. Non è una bella parola.– Rocco la diceva sempre.– E chi era Rocco?– Era quello che faceva i lavoretti nella casa-famiglia. Quando si rompeva qualcosa o un rubinetto perdeva o si scrostava un muro o si bloccava la lavatrice, niente paura: chiamavamo Rocco. Era il tuttofare di nonna Rosa.– E chi era nonna Rosa?Tom raccontò. Con Paola si sentiva al sicuro: non aveva la chiacchiera facile, come certi tizi (e certe tizie, soprattutto) che anelavano a conoscere i fatti altrui per parlarne con tutti. Inoltre, il ragazzino percepiva in lei un interesse sincero; Bonnie ascoltava in silenzio, gli teneva incollato addosso lo sguardo serio dei suoi occhi nerissimi, di tanto in tanto annuiva con un breve cenno del capo.Lia li vide da lontano, capì e sorrise. Era nata un’amicizia.

Stefano
Anche Stefano è cambiato molto da quando, un anno prima, era arrivato a Cassanico da Roma pieno di rabbia e ribellione. Ora è un giovane uomo che sta prendendo in mano la propria vita, e si prepara per le selezioni dell’Accademia Militare.
In un dialogo con la coetanea Chiara, emerge la consapevolezza con cui Stefano sta costruendo il proprio futuro:
– Vero. Comunque in questa fase della mia vita le ragazze non sono più importanti come un tempo. Ciò che conta di più è riuscire a realizzare il mio sogno. Domenica sono stato di nuovo a Revinasco a parlare con il colonnello.– Il papà del maestro Guerra?– Sì, mi racconta un sacco di cose della vita militare. Quando lui parla, mi sembra quasi di essere lì, in accademia o in missione e desidero un sacco riuscire a intraprendere quella strada.– Diventare un soldato? – chiese Chiara, con affettuosa ammirazione. Stefano era maturato molto da quando l’aveva conosciuto un anno prima.– Diventare “vero uomo e comandante di uomini”, come dice il colonnello.– Anch’io spero di diventare una vera donna, un giorno… – disse Chiara, quasi tra sé e sé. E Stefano accolse in silenzio quell’accento d’inattesa sincerità.
Mentre si prepara per l’Accademia, Stefano coltiva la sua passione per il basket, di cui è giocatore a livello agonistico, e dà una mano nell’allenamento dei ragazzini. Tom ne rimane affascinato, e cerca istintivamente in lui la compagnia di una guida sicura.
Da quel giorno Tom iniziò gli allenamenti alla Virtus, tre volte la settimana. – Sei in gamba, negretto! – esclamò Stefano, alla fine della quinta seduta.– Grazie, grazie – rispose Tom, senza offendersi minimamente per l’appellativo. – Ti stai impegnando molto e per premiarti ti ho portato una cosa.Stefano tirò fuori dal suo armadietto una sacca sportiva e ne rovesciò il contenuto su una panca dello spogliatoio: c’erano due tute complete, calzoncini, magliette e persino un pallone da basket.– È tutto quasi nuovo – spiegò Stefano – Sono divise che ho usato pochissimo, perché in quel periodo ero cresciuto molto in fretta. Se ti fa piacere, puoi tenerle.Tom non riusciva a credere ai suoi occhi: – Davvero puoi prestarmele?– Te le regalo.– Anche il pallone?– Anche il pallone.– Anche la sacca?– Anche la sacca.Tom regalò a Stefano uno sguardo fiammeggiante di riconoscenza. Per un attimo provò l’impulso di abbracciarlo con slancio e solo il suo pudore di piccolo vero uomo lo trattenne.

14 marzo 2019

Chiara e Cecilia

Intorno protagonisti de Il velo dorato si muovono altri personaggi, alcuni già noti ai lettori de La camera bella.  
In particolare, che fine hanno fatto Chiara e Cecilia, l’adolescente e la ragazzina che ci hanno tenuto compagnia fra le pagine del primo romanzo?



Chiara 
Chiara sta crescendo, e acquisisce via via una più profonda consapevolezza di sé. Ha ormai diciannove anni (ne compirà venti in primavera), e frequenta il primo anno di università. 
La sua relazione con Luca si sviluppa, e lentamente cresce: grazie al tempo trascorso insieme, ma anche attraverso momenti di incomprensione e di insicurezza. Fino al travaglio logorante della gelosia.
Era questo il grande tarlo di Chiara: una sottile gelosia che la tormentava continuamente e che la rendeva insicura. Diceva a se stessa quanto fosse un sentimento irragionevole, perché Luca non le aveva mai dato motivo di temere. Eppure, non riusciva mai a essere completamente tranquilla. – Sei esagerata! – la rimproverava sempre Adriana.– Vorrei vedere te! Luca trascorre le giornate in ufficio circondato da chissà quante ragazze bellissime, poi arriva a casa e si ritrova fra i piedi quella là…– La nigeriana, intendi? Da quel che so, non è affatto a caccia di uomini. Le interessa suo figlio e basta.– Però a Ferragosto sculettava davanti a Luca in costume da bagno. L’ho saputo, sai? Le voci corrono, in città.– Appunto. Se ci fosse qualcosa di poco limpido, stai certa che ne verresti a conoscenza nel giro di poche ore.– Sarebbe comunque troppo tardi. Io non voglio perdere il mio Luca…– …e allora tienitelo stretto! – ribatté Adriana con un sorriso malizioso.

Cecilia
Cecilia, la sorella minore di Chiara, ha ora nove anni (ne compirà dieci in primavera), ma continua a essere la ragazzina tremenda, acuta e senza filtri che avevamo imparato a conoscere nei due romanzi precedenti. Ha conservato la sua capacità di esprimere in modo diretto e autentico le cose - belle o brutte, buone o cattive - che pensa e che prova. 
Quando Adaora sarà ingiustamente sospettata di furto, Cecilia non potrà fare a meno di prendere in pugno la situazione. Ovviamente a modo suo.
Cecilia, forte della sua faccia tosta, si recò con Tom e Pipetto presso la stazione dei carabinieri. A dire il vero impiegò mezz'ora buona per convincerli, ma alla fine riuscì a trascinarseli dietro, per amore o per forza. Non era umanamente possibile arginare il vulcano Cecilia, una volta iniziata l’eruzione.Al carabiniere di guardia si presentarono con tono educato ma deciso e chiesero del maresciallo Esposito.– Potete dire a me, se avete bisogno – rispose il giovane, senza prenderli troppo sul serio.– Lei non è il maresciallo vero? – insistette Cecilia.– No, io non sono il maresciallo.– E allora per cortesia ci lasci entrare, dobbiamo parlare con il maresciallo perché abbiamo importanti informazioni e sappiamo cose sui furti nelle ville e questo caso lo segue proprio lui.Il carabiniere di guardia stava per perdere la pazienza, quando il maresciallo Esposito, transitando davanti a una finestra del pianterreno, vide i tre ragazzini in strada e riconobbe Tom. Aprì il portone e si affacciò sulla soglia.– Ci sono problemi? – chiese con tono severo. […]– Lei è il maresciallo, vero? – chiese Cecilia; poi sorrise angelicamente – Sì, lo è: Tom me lo aveva detto che è pelato.– Perché mi cercate?– Abbiamo delle informazioni che potrebbero esserle molto utili.Il maresciallo Esposito li fece entrare e li ricevette nel suo ufficio. Cecilia rovesciò sulla scrivania un cumulo di foglietti e iniziò a descrivere con dovizia di particolari i risultati delle indagini. 
Il contributo dei ragazzini alle indagini non avrà alcuna rilevanza concreta, ma la dirompente iniziativa di Cecilia sarà per Tom una nuova, fondamentale prova di amicizia.