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26 giugno 2018

Se il piacere di leggere è andato perduto...

È ancora Daniel Pennac, nel suo Come un romanzo, a farci riflettere sul piacere di leggere...

«A ogni lettura presiede, per quanto inibito, il piacere di leggere; e per la sua stessa natura - questa gioia da alchimista - il piacere di leggere non ha nulla da temere dall'immagine, anche televisiva, e anche sotto forma di massicce dosi quotidiane.
Se però il piacere di leggere è andato perduto (se, come diciamo: mio figlio, mia figlia, i giovani non amano leggere) non si è perduto molto lontano.
Appena smarrito.
Facile da ritrovare.
Ma bisogna sapere lungo quali sentieri cercarlo, e, per fare questo, avere presenti alcune verità senza rapporto con gli effetti della modernità sui giovani. Alcune verità che riguardano solo noi... Noi che affermiamo di "amare leggere", e che sosteniamo di voler far condividere questo amore».

10 febbraio 2017

I dieci diritti imprescrittibili del lettore


Lo scrittore francese Daniel Pennac nel suo Come un romanzo propone da par suo un elenco di dieci «Diritti imprescrittibili del lettore». 
Hanno senso tutti e dieci, perché la lettura è un’avventura solo se riesce ad essere un piacere libero.

Io mi sento in piena sintonia con il n° 4, il n° 7 e il n° 8.

E voi?


  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire un libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere a voce alta
  10. Il diritto di tacere
 

 

25 giugno 2016

La lettura è come l'amore...

Chi ha pochissimo tempo libero sa bene quanto sia difficile ritagliarsi piccoli spazi da dedicare a un buon libro. Eppure, se la passione per la lettura è grande, si riesce sempre a "rubare" qualche mezz'ora (magari mentre bolle l'acqua per la pasta, oppure la sera tardi, quando in casa scende il silenzio e tutti dormono).
 
Daniel Pennac (un grande innamorato dei libri) in Come un romanzo affermava:
«Il tempo per leggere è sempre tempo rubato, come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare.
Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere.
È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi mai si arrischierebbe?
Chi ha tempo di essere innamorato?
Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare?
Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva.
La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale.
La lettura è, come l’amore, un modo di essere.
La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d'altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore
».



10 dicembre 2015

Abitati da libri e da amici


Daniel Pennac, in Come un romanzo, sottolinea la connessione tra i libri più belli e le persone a noi più care.

Con lucida profondità afferma:
«…Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici…»
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