Visualizzazione post con etichetta Rodari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rodari. Mostra tutti i post

31 dicembre 2025

Filastrocca di Capodanno

Mi lascio alle spalle un 2025 in cui ho avuto il piacere di visitare il museo di Omegna dedicato a Gianni Rodari; apro quindi questo 2026 con la sua "Filastrocca di Capodanno", che qualche lustro fa imparai a memoria fra i banchi della scuola elementare.
A tutti i lettori, l'augurio di vivere un nuovo anno con "una faccia allegra" e un cuore desto.

Filastrocca di Capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno:

voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;

voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;

voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;

che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.

Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

[Gianni Rodari]



18 luglio 2025

Il Museo di Gianni Rodari

Durante una vacanza sul Lago d'Orta, poteva forse mancare la visita al museo di Gianni Rodari, che tanto amava questi luoghi?

Tutti noi, da piccoli, abbiamo letto, ascoltato e spesso imparato a memoria le sue filastrocche! Ma Rodari è stato molto di più: scrittore, giornalista, educatore. Rodari è nato qui a Omegna nel 1920, e ha trascorso parte della sua vita in questa cittadina.

Il museo è dedicato alla sua vita, alle sue opere e alla sua "poetica". Non si limita a esporre oggetti: coinvolge i visitatori in un'esperienza multimediale immersiva che diverte e appassiona i "bambini" di tutte le età. Che bello! Si gioca con le varie installazioni, ci si stupisce dei testi che scendono "magicamente" dagli scaffali, si ascoltano "favole al telefono"... insomma: si libera la fantasia! E noi adulti ne abbiamo davvero tanto bisogno.



04 luglio 2019

Il verbo leggere...

La sapeva lunga, il buon Gianni Rodari
«Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un’energia troppo costosa. Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa»  
(da Il libro degli errori).
No, il verbo leggere non sopporta l'imperativo: la lettura è un'avventura!!!