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20 aprile 2025

30 marzo 2024

Risurrezione

A pochi passi dalla vetta del monte Križevac, Domitilla si imbatte in qualcosa di nuovo. 
E se la Risurrezione di Gesù fosse non solo un lontano concetto devozionale, ma qualcosa di molto più vivo, concreto, interessante?
Con una pagina tratta dal decimo capitolo del romanzo, auguro di cuore a tutti i lettori una
Buona Pasqua 
💙

Erano ormai vicini alla vetta del Križevac. Le quattordici stazioni della Via Crucis erano terminate, ma un’ulteriore formella li attendeva: quella che raffigurava la resurrezione. Gesù si librava sfolgorante sopra il sepolcro vuoto, con i capelli che parevano mossi dal vento. Ai suoi piedi era raffigurato un campionario di varia umanità: uno che dormiva, indifferente; uno che si copriva gli occhi, come per non vedere; uno che levava le braccia verso il Risorto. E poi c’era la Madonna, con le mani giunte e il volto sereno, lo sguardo fisso sul Figlio.
- Sei risorto, Gesù – disse il sacerdote, con la voce rotta per l’emozione – Sei risorto come avevi promesso. Hai sconfitto la morte, hai smascherato il Male. Signore, disperdi con la Tua luce ogni tenebra in noi e nelle nostre famiglie, nel mondo e nella Chiesa. Gesù, vivo e glorioso, facci crescere nella comunione di vita con Te!
Andrea imbracciò la chitarra e iniziò ad arpeggiare. Intonò un canto pieno di gioia:
Tu, Signore amante della vita
Mi hai creato per l'eternità
La vita mia tu dal sepolcro strapperai
Con questo mio corpo Ti vedrò.
Domitilla sentì la pelle delle braccia che si accapponava. Proprio lei, Tilly Tornabuoni, era stata creata per l’eternità. E anche nonna Flo, e i suoi genitori, e Pat, e… Creati per l’eternità! Non capiva ancora bene la portata di tutto questo, ma ne intuiva il senso: al di là del dolore e della fatica, al di là della banalità quotidiana, addirittura al di là della malattia e della morte, i loro giorni erano impastati d’infinito.
Fa che possa dire: "Cristo vive anche in me"
E quel giorno io risorgerò.
Okay Signore, pensò Domitilla, adesso ho capito che cosa voglio: risorgere anch’io. 



01 aprile 2018

Buona Pasqua!

Il blog La lettura è un'avventura! augura buona Pasqua a tutti i suoi gentili lettori.



16 aprile 2017

La vita è deflagrata.

La narrativa mi è assai più familiare della poesia, ma talvolta incontro versi che vale la pena condividere e conservare come doni preziosi.
Questa mattina desidero augurarvi 
Buona Pasqua 
con una poesia di Mario Luzi, che nulla concede alle immagini zuccherose di tanti versi leggeri. Qui non troveremo cieli azzurri, campane a festa, soffici pulcini e uova colorate; ma incontreremo un sepolcro da cui la vita è deflagrata.
Abbiamo bisogno soprattutto di questo. 



Dal sepolcro la vita è deflagrata.
La morte ha perduto il duro agone.
Comincia un’era nuova: l’uomo riconciliato nella nuova
alleanza sancita dal tuo sangue
ha dinanzi a sé la via.
Difficile tenersi in quel cammino.
La porta del tuo regno è stretta.
Ora sì, o Redentore, che abbiamo bisogno del tuo aiuto,
ora sì che invochiamo il tuo soccorso,
tu, guida e presidio, non ce lo negare.
L’offesa del mondo è stata immane.
Infinitamente più grande è stato il tuo amore.
Noi con amore ti chiediamo amore.

27 marzo 2016

E la Pasqua arrivò


Permettetemi di offrirvi una pagina tutta pasquale de La camera bella. Vi troverete desiderio di bellezza, e profumo di primavera.Buona lettura, e auguri di cuore! 

 


 
 E la Pasqua arrivò in una fresca mattina di inizio aprile. Tra pendii verdi e alberi in fiore la campagna assomigliava a una cartolina.

Camminando verso Frazione San Giovanni, Marta inspirava profondamente l’aria frizzante e abbracciava con sguardo insaziabile la bellezza intorno a sé. Alle sue spalle Cassanico riposava adagiata sulla collina, nelle prime ore del mattino.

“Buona Pasqua, carissimi!” pensò, indirizzando un augurio affettuoso e grato agli Ansaldi che in quel momento forse stavano ancora dormendo.

“Buona Pasqua, dolce Chiara! Che tu possa crescere serena e vivace, fiduciosa in te stessa, incontrando persone giuste e facendo scelte vere!”.

Marta camminava assaporando quell’ora così speciale. Passeggiare la tranquillizzava e le disponeva il cuore alla gioia.

“Buona Pasqua, piccola Ceci! Non farmi il broncio, se puoi, e divertiti con Pipetto su e giù per i prati come una capretta!”. […]

Arrivò in prossimità della borgata e costeggiò l’albicocco che ormai, perduti i fiori rosa, iniziava a produrre le prime minuscole foglioline.

“Ciao nonna, tu sei già dentro la Pasqua. Proteggi le nostre nipotine. E magari un po’ anche me!”.