Penso che Valerio Massimo Manfredi sia uno degli autori più talentuosi nel campo del romanzo storico ambientato nel mondo antico. Archeologo e studioso dell’antichità, nei suoi libri riesce a combinare sapientemente ricostruzione storica, avventura, guerre e grandi personaggi.
Il mondo antico non è semplicemente uno sfondo: città, eserciti, viaggi, oggetti e cultura costituiscono parte integrante del racconto. La grande conoscenza storica e archeologica permette a questo autore di offrire testi storiograficamente attendibili. Nello stesso tempo lo stile è godibilissimo, grazie a una scrittura molto narrativa e cinematografica; il ritmo è quello dei romanzi d'avventura, con trame vivaci che di solito procedono rapidamente.
Sono parecchi i romanzi di Manfredi che ho letto finora. Ve li cito in ordine "cronologico" di ambientazione…
1. Il mio nome è Nessuno (Il giuramento e Il ritorno)
XII secolo a.C.
Tra storia e mito, in questi due romanzi Manfredi racconta Ulisse come se fosse un personaggio realmente esistito. Ripercorre la sua giovinezza, la guerra di Troia, il viaggio e il ritorno a Itaca. È forse il romanzo meno “storico”, per ovvie ragioni, ma costituisce un interessante esperimento: rendere storicamente plausibile il mito, senza togliergli fascino.
Tra storia e mito, in questi due romanzi Manfredi racconta Ulisse come se fosse un personaggio realmente esistito. Ripercorre la sua giovinezza, la guerra di Troia, il viaggio e il ritorno a Itaca. È forse il romanzo meno “storico”, per ovvie ragioni, ma costituisce un interessante esperimento: rendere storicamente plausibile il mito, senza togliergli fascino.
VI secolo a.C.
Può un saggio storico avere l’efficacia avvincente di un romanzo? Con questo libro Manfredi vince la sfida e presenta con uno stile gradevolissimo - pur senza cedimenti all'approssimazione - la storia dell’antica polis: le origini mitologiche, la nascita della democrazia, l’egemonia e le guerre, lo splendore e l’arte. Ma soprattutto i personaggi che l’hanno resa grande: Pericle, Socrate, Alcibiade, Fidia… Intorno alle vicende di Atene si dipanano quelle di altre città, e di altri popoli: Mileto, Sparta, la grande Persia…
Nomi e fatti che tutti già incontrammo almeno una volta sui libri di scuola, quand'eravamo ragazzi; ma a distanza di tempo è un piacere rispolverarli e assaporarli (finalmente senza l’assillo del compito in classe!).
3. Lo scudo di Talos
V secolo a.C.
Ambientato nella Grecia classica, racconta la storia di un ragazzo spartano che, nato con una deformità, secondo la legge della città deve essere abbandonato. Talos sopravvive e cresce lontano dall'ambiente cui apparteneva per nascita, mentre sullo sfondo incombono le guerre persiane. Le vicende di questo personaggio immaginario permettono a Manfredi di raccontare Sparta dall'interno, ma anche di interrogarsi sul rapporto fra individuo e appartenenza.
4. Il tiranno
V secolo a.C.
Ha per protagonista Dionisio di Siracusa, una delle figure più controverse della Sicilia greca. Racconta la sua ascesa al potere e le guerre contro Cartagine, ma soprattutto la trasformazione di un uomo attraverso l'esercizio del potere. L’interrogativo che sottende l’intero romanzo è: quanto costa conquistare e mantenere il potere?
5. Aléxandros (Il figlio del sogno, Le sabbie di Amon, Il confine del mondo)
IV secolo a.C.
È forse la sua opera più famosa, e racconta l’intera vita di Alessandro Magno: l'infanzia, l'educazione con Aristotele, la conquista dell'impero persiano, la spedizione verso l'India. Alessandro non viene presentato solo come condottiero, ma come uomo a tutto tondo: giovane ambizioso, visionario, sicuramente carismatico, ma anche – man mano che avanzano gli anni - sempre più solo.
6. Le idi di marzo
I secolo a.C.
È dedicato agli ultimi giorni di Giulio Cesare, mentre si avvicina il giorno del suo assassinio.
Meno epico di altri romanzi di Manfredi, questo ha quasi il ritmo di un thriller: complotti, messaggi, sospetti e tentativi di impedire l’inevitabile. La suspence non manca!
7. Teutoburgo
I secolo d.C.
Racconta la vicenda di Arminio, principe germanico cresciuto nel mondo romano e divenuto poi protagonista della celebre disfatta delle legioni romane nella foresta di Teutoburgo. L’aspetto umanamente interessante di questo romanzo è il conflitto di identità che il giovane protagonista vive: Roma o il proprio popolo? Civilizzazione o libertà? Fedeltà o tradimento?
8. Germanicus
I secolo d.C.
Il romanzo ci riporta negli stessi territori dopo la disastrosa disfatta di Teutoburgo e racconta la volontà romana di riscattare quella sconfitta. I protagonisti sono Germanico e sua moglie Agrippina, due figure affascinanti della Roma imperiale. Germanico al comando delle otto legioni sul Reno conduce la riscossa romana contro i Germani. Agrippina – legata al marito da un sentimento autentico e profondo - lo segue, anche durante la gravidanza, vivendo accanto all'esercito e acquistando un fortissimo ascendente sui soldati.
V secolo d.C.
Siamo al tramonto dell'Impero Romano d'Occidente. Il giovane imperatore Romolo Augusto viene deposto, ma un gruppo di uomini rimastigli fedeli cerca di salvarlo. È un romanzo dallo stile molto "cinematografico", che combina avventura, viaggio, guerra e leggenda.

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