19 luglio 2016

La nostra casa

Permettetemi un'annotazione personale...
Sapete qual è l'angolino più caro della nostra casa? La zona della mansarda che abbiamo riservato alla lettura.
In realtà ci sono libri un po' in tutte le stanze (incluso il bagno); ma quello spazio speciale, tutto tappezzato di scaffali e illuminato dal lucernario, è davvero a un passo dal cielo.  
«Una casa senza libri - scriveva Edmondo De Amicis, con quel suo stile un po' retorico ma tutto sommato efficace - è come un giardino senza fiori».
E noi siamo contenti di vivere in una casa che di libri, e di fiori, è sempre stata ricca.


(Nell'immagine, uno scorcio del nostro angolino)

17 luglio 2016

Ad occhi storti il volto della verità può apparire un ghigno

Siamo giunti a Edoras, capitale del regno di Rohan.
Grazie all'aiuto illuminante di Gandalf, Re Théoden apre finalmente gli occhi: troppo a lungo è stato ingannato e plagiato da Grima il Vermilinguo, suo consigliere infido, in realtà spia a servizio di Saruman.
Come ha potuto, re Théoden, fidarsi di quel traditore? E diffidare invece del nipote Eomer, giovane valoroso e adamantino?
Gandalf ammonisce Théoden: ad occhi storti il volto della verità può apparire un ghigno.

(J.R.R. Tolkien - Il signore degli Anelli - Le due torri)

«Ma quando io fuggii e venni ad avvertirti, allora la maschera si infranse per coloro che vollero guardare. Da quel momento Vermilinguo giocò pericolosamente, cercando sempre di farti indugiare, di impedirti di radunare le forze. Non ricordi con quanta intensità ti esortò a non sacrificare Uomini per una vana spedizione a nord, mentre il pericolo più immediato era ad ovest? Ti persuase a impedire che Èomer inseguisse gli orchetti devastatori. Se Èomer non avesse sfidato la voce di Vermilinguo che parlava con la tua bocca, quegli Orchetti sarebbero ormai giunti a Isengard con un ricco bottino. Non proprio ciò che Saruman desidera sopra ogni cosa, ma per lo meno due membri della mia Compagnia, partecipi di una segreta speranza della quale non posso ancora parlare apertamente nemmeno a te, o sire. Immagini quel che patirebbero adesso, o quel che Saruman avrebbe potuto apprendere sul nostro conto e giovarsene per distruggerci?»
«Devo molto a Èomer », disse Théoden. «Cuore fedele può avere lingua ribelle».
«Di' pure», soggiunse Gandalf, «che ad occhi storti il volto della verità può apparire un ghigno».
«Hai ragione, i miei occhi erano quasi ciechi», disse Théoden. «Sono tuo debitore, ospite mio, più che di chiunque altro. Anche questa volta sei arrivato al momento giusto. Voglio che ti scelga tu stesso un dono prima di partire. Non hai che da nominare qualcosa che mi appartiene. Io ormai conservo solo la mia spada!».



01 luglio 2016

Non conoscete ancora la forza dei vostri cuori

Sono trascorsi parecchi giorni dal Consiglio di Elrond, e per la Compagnia dell'Anello è giunta l'ora di lasciare Gran Burrone. Un lungo viaggio irto di pericoli attende Frodo e i suoi amici.
Proseguiamo con J.R.R. Tolkien il nostro percorso fra le pagine del Signore degli Anelli...




In quel momento Elrond uscì di casa con Gandalf, e chiamò a sé la Compagnia. «Questa è la mia ultima parola», disse a bassa voce. «Il Portatore dell'Anello sta partendo alla Ricerca del Monte Fato. Egli è l'unico ad avere degli obblighi: non gettare l'Anello, non consegnarlo ad alcun servitore del Nemico, non darlo in mano a nessuno, salvo ai membri della Compagnia e del Consiglio, ed anche a costoro soltanto in casi estremi. Gli altri vanno con lui quali liberi compagni, per aiutarlo lungo il cammino. Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno facile sarà ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringono a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada».
«Sleale è colui che si accomiata quando la via si oscura», disse Gimli.
«Può darsi», disse Elrond, «ma colui che non ha visto il calar della notte, non giuri di inoltrarsi nelle tenebre».
«Eppure il giuramento prestato può dar forza ad un cuore tremante», ribatté Gimli.
«Può anche spezzarlo», disse Elrond. «Non mirare troppo lontano! Ma ora partite, con animo sereno! Addio, e possa la benedizione degli Elfi, degli Uomini e di tutti i Popoli Liberi accompagnare il vostro cammino. Che le stelle vi illuminino il volto!».
«Buona... buona fortuna!», gridò Bilbo, balbettando dal freddo. «Non ti credo capace di tenere un diario, Frodo, ragazzo mio, ma ricordati che al tuo ritorno voglio un resoconto completo. E non tardare troppo! Addio!».
Molti di coloro che dimoravano nella casa di Elrond li guardavano partire, in piedi nelle tenebre, salutandoli dolcemente. Non si udivano risa, né canzoni, né musica. Infine si allontanarono, scomparendo silenziosamente nel crepuscolo.
Passarono il pinte e percorsero lentamente il lungo sentiero ripido e serpeggiante che conduceva fuori della profonda vallata di Gran Burrone; giunsero così all'alta brughiera ove il vento fischiava tra l'erica. Dopo aver lanciato uno sguardo d'addio all'Ultima Casa Accogliente che scintillava ai loro piedi, s'incamminarono lontano nella notte.

25 giugno 2016

La lettura è come l'amore...

Chi ha pochissimo tempo libero sa bene quanto sia difficile ritagliarsi piccoli spazi da dedicare a un buon libro. Eppure, se la passione per la lettura è grande, si riesce sempre a "rubare" qualche mezz'ora (magari mentre bolle l'acqua per la pasta, oppure la sera tardi, quando in casa scende il silenzio e tutti dormono).
 
Daniel Pennac (un grande innamorato dei libri) in Come un romanzo affermava:
«Il tempo per leggere è sempre tempo rubato, come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare.
Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere.
È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi mai si arrischierebbe?
Chi ha tempo di essere innamorato?
Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare?
Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva.
La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale.
La lettura è, come l’amore, un modo di essere.
La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d'altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore
».