Durante l’estate ho letto "La regina irriverente", romanzo storico sulla figura di Eleonora (Aliénore) d’Aquitania. Carla Maria Russo ci restituisce il ritratto di una donna appassionata, colta, un po’ ribelle, amante della bellezza e della libertà.
Eleonora viene data in sposa a Luigi VII, erede al trono di Francia: uomo schivo, riservato, profondamente religioso, lontanissimo dal temperamento esuberante della giovane moglie.
Eleonora viene data in sposa a Luigi VII, erede al trono di Francia: uomo schivo, riservato, profondamente religioso, lontanissimo dal temperamento esuberante della giovane moglie.
Il romanzo (storicamente attendibile e letterariamente gradevolissimo, nonostante qualche cedimento al gusto del “romance”) racconta la vita di Eleonora dalla fanciullezza al naufragio del matrimonio; si ferma quindi sulla soglia della seconda parte della sua vita, quando Eleonora – non più regina di Francia – diverrà regina d’Inghilterra.
Il romanzo ha lasciato in me il desiderio di approfondire i contorni di questa figura femminile così particolare; ho quindi ripreso contatto con lei, passando dalla narrativa alla saggistica.
Nella biografia "Eleonora d'Aquitania", la storica francese Régine Pernoud ricostruisce l'intera vita di Aliénore: duchessa d'Aquitania, regina di Francia, regina d'Inghilterra, madre di Riccardo Cuor di Leone e figura di primo piano nella politica europea del XII secolo.
Più che sugli aspetti avventurosi e romantici, la Pernoud si concentra sul contesto storico, sulle fonti documentarie e sul ruolo politico della regina, sottolineandone soprattutto l’intelligenza, le capacità politiche, le competenze amministrative. Dimostra quindi che nel Medioevo alcune donne potevano esercitare un autentico potere politico e culturale, sfatando molti stereotipi sul ruolo femminile in quell’epoca.
Insomma: ho letto un romanzo accurato quasi come un saggio, e un saggio avvincente quasi come un romanzo. Leggere in parallelo questi due testi, che si completano a meraviglia, è un esperimento interessante e piacevole: il romanzo dà voce alle emozioni e alla dimensione umana di Aliénore, mentre il saggio aiuta a focalizzarsi sulla ricostruzione storica.

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