Nel gennaio 1976, esattamente mezzo secolo fa, moriva la scrittrice britannica Agatha Christie. Parlare della sua vita e delle sue opere, proprio in questo periodo di celebrazioni per il cinquantenario della scomparsa, è sicuramente appropriato.
Personalmente, essendo una lettrice (quasi) onnivora, ho apprezzato alcuni dei suoi romanzi; non posso tuttavia definirmi un'appassionata - tantomeno un'intenditrice - di narrativa "gialla". Lascio quindi la "parola" a chi conosce e ama la storia, l'opera, il valore anche sociale di Agatha Christie.
In particolare, a chi fosse interessato suggerisco un bel podcast a puntate disponibile gratuitamente su Raiplay Sound: "Cara Agatha. Dieci lettere alla regina del giallo".
Un lavoro interessante e piacevole da ascoltare, «omaggio appassionato e rigoroso a una figura che ha cambiato per sempre il modo di raccontare il crimine e l'enigma, trasformando il giallo in uno specchio della società e della natura umana».
Si tratta di un viaggio ideale nel tempo e nello spazio, «dalle strade della Londra di Sherlock Holmes fino all'Inghilterra delle dimore di campagna e delle canoniche Hercule Poirot e Miss Marple, per raccontare la nascita del giallo moderno e i suoi meccanismi narrativi. Attraverso interviste, racconti di viaggio e riflessioni letterarie, il podcast ricostruisce l'età d'oro del romanzo poliziesco negli anni Venti, le regole del Detection Club, il ruolo innovativo delle scrittrici e la centralità del metodo investigativo, tra indizi, deduzione e psicologia. Un percorso che mette in dialogo Agatha Christie con il suo tempo e con la modernità, fino a sorprendenti accostamenti culturali e letterari».
Il podcast lascia anche ampio spazio all'indagine biografica: «da Torquay, città natale dell'autrice, a Greenway, la sua casa sul fiume Dart, passando per i luoghi simbolo dei suoi romanzi. Emergono le passioni di Christie – come quella per i veleni – e la genesi dei suoi personaggi più celebri, primo fra tutti Hercule Poirot. Al centro anche alcuni nodi cruciali della sua opera...».

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