27 ottobre 2022

Iliade e Paperiliade

L'epica mi ha sempre affascinata, e in particolare amo l'Iliade, poema che nonostante i suoi 2700 anni d'età sembra per certi versi attualissimo: perché parla dell'uomo, dei suoi sentimenti, delle sue domande. Una storia di eroismo e arroganza, affetti familiari e amicizia, vulnerabilità e sete di eterno. 

Credo che scrivere e illustrare una parodia dell'Iliade senza scadere nel banale sia un'impresa difficile. Eppure ne sto leggendo una davvero divertente, sui numeri di Topolino usciti nello scorso giugno.

«Cantami, o musa, del paperide l’ira funesta, che infiniti grattacapi addusse...»  [Pippomero]

Il protagonista della Paperiliade è Paperachille (Paperino), irritabile eroe «dal piede veloce e dalla pessima gestione della rabbia».

Fra gli Achei incontriamo anche Paperennone (Paperone), parsimonioso capo della spedizione;  Archimedisseo (Archimede) dal multiforme ingegno;  nonché i tre paperini Pa - Tro - Clo (Qui - Quo - Qua) appartenenti alle GM (no, non Giovani Marmotte: in questo caso Giovani Mirmidoni).

Sul fronte dei Troiani ecco Topoettore (Topolino), coraggioso eroe. E poi Minnomaca (Minni), eroica fidanzata; Re Priamoni (Commissario Basettoni), benevolo e angustiato sovrano; Astia e Natte (Tip e Tap), giovanissimi eroi.

Sul monte Olimpapero si affrontano, tra gli altri, Paperatena (Paperina), dea tifosa degli Achei, e  Ares Gamba (Gambadilegno), nume che sostiene i Troiani.

Episodio dopo episodio, i fumetti ripercorrono - mutatis mutandis - le vicende del poema omerico, strappando più di un sorriso.

23 ottobre 2022

Una passione inesauribile

«…Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto né voluto frenare. Non riesco a saziarmi di libri...»

[Francesco Petrarca - Lettera a Giovanni dell'Incisa - 1346]


15 ottobre 2022

Il maestro e Margherita

La genialità surreale di Michail Bulgakov mi ha tenuto compagnia nelle ultime settimane. "Il maestro e Margherita" è un grande classico, su cui molto è stato detto e scritto.  

Non azzardo lunghe recensioni - del tutto superflue - ma condivido un video in cui lo storico Alessandro Barbero racconta e commenta il romanzo, con passione ed emozione. Leggendone alcuni passi e spiegandone l'importanza storica e letteraria:  https://www.youtube.com/watch?v=nwZ1i2I15ps.

07 ottobre 2022

Il sorriso parla

Lo sapevate? Ogni anno, il primo venerdì del mese di ottobre si celebra la Giornata Mondiale del Sorriso.

È una delle tante ricorrenze di questo tipo, ma si distingue per freschezza e simpatia. Come sempre, occorre tenerne conto con buon senso (ad esempio, organizzare eventi per promuovere atti di gentilezza sarebbe solo un'ennesima forzatura). Nello stesso tempo, rivolgere un pensiero all'importanza del sorriso può rendere la giornata più ricca.

Perché un sorriso sincero può esprimere un mondo di cose, illuminare lo sguardo e trasmettere gioia. 

Il sorriso parla.

27 settembre 2022

Nori, in un minuto e mezzo...

In un breve video - appena un minuto e mezzo - il mondo di Nori parla di sé, regalando qualche  emozione.

Nori - Booktrailer

15 settembre 2022

Più lontana della luna

Primi anni '70. Lidia, quindicenne timida e solitaria, vive con il padre operaio e la madre fruttivendola in un povero appartamento ricavato nell'ex scuderia della palazzina di caccia di Stupinigi. La sua è una vita ripetitiva e banale, ma Lidia ha un sogno: andarsene di casa e diventare "un trovatore" per trovare il suo "amore da lontano", come facevano gli antichi poeti provenzali, che amavano dame distanti (e forse addirittura inesistenti).

Surreale e bizzarro - ma il paradossale è un po' la cifra dei romanzi di Paola Mastrocola - Più lontana della luna accompagna Lidia fino alle soglie della maturità. E  offre alcune pagine di piacevole lettura.

«... Mi coprii il viso con le mani e scappai di là. Andai a chiudermi in bagno, ma non riuscii a rannicchiarmi nel mio solito buco, tra il muretto della vasca e il bidet. Facevo di corsa avanti e indietro quei tre metri di bagno, come un criceto in gabbia. Ero furente. Quando tornai in tinello, avevo addosso il cappotto di lana spessa, la sciarpa, gli stivali:
"Addio, vado a fare il trovatore!" dissi.
Mi uscì così, di colpo. Una semplice frase. Ma la parola trovatore era pesante, cadde in un tonfo sordo nell'aria opaca del tinello. Opaca perché in cucina cuoceva un minestrone, emanando nuvole stagnanti di vapore. Fu come un masso che si stacca all'improvviso dalla cima. Nessuno capì...»

10 settembre 2022

Un viaggio nel passato

 Alla morte di una vecchia zia, il padre di Nori eredita Villa Onorina, l’antica casa di famiglia, ormai abbandonata da anni. Esplorandone il sottotetto in compagnia di Lucia, Nori scopre uno scrigno contenente uno scambio epistolare risalente al 1925; protagonista del carteggio è un’altra “Nori dagli occhi blu”.

Da questo momento si innesta nel romanzo un nuovo piano temporale, che ripercorre le vicende di Nori'25, pazientemente ricostruite attraverso indagini fra i documenti e gli oggetti rinvenuti in Villa Onorina. Una storia ormai antica, che appassiona Nori e finisce con il coinvolgere anche Lucia, Alberto, e gli altri personaggi che ruotano intorno a loro. Soprattutto, la sfortunata bisavola diviene per Nori una sorta di presenza amica.

...Pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, la Onorina del 1925 mi diventava sempre più familiare: era come un’amica misteriosa da ascoltare, osservare, ammirare. 
Avevo parecchie cose importanti in comune con lei. Non solo il nome, ma anche il soprannome: la ragazza del 1925 terminava ogni sua lettera con un romantico «Vostra per sempre, Nori». Inoltre anche lei aveva gli occhi blu; finalmente scoprivo che origine avesse quell'insolita e incantevole caratteristica fisica: un cromosoma prezioso era giunto fino a me scorrendo come un fiume carsico attraverso le generazioni...


07 settembre 2022

Trema la notte

Nadia Terranova ambienta il suo Trema la notte nel dicembre 1908, quando un terremoto devastante rade al suolo Messina e Reggio Calabria. Nel contesto di questa immane tragedia collettiva, le vite di una ragazza siciliana e un bambino calabrese si incrociano per un istante. 

Nicola ha alle spalle ferite profonde e segrete. Barbara si porta dentro una ribellione che brucia. Quando si scatena l'apocalisse, entrambi perdono tutto. E acquistano un'inattesa libertà, che però sa di dolore e di morte.

Le vicende sono drammatiche, eppure la lettura scorre in scioltezza, perché questo romanzo è - in fondo - una storia di rinascita.

Vi offro un assaggio della pagina in cui Barbara, costernata, scopre di aspettare un bambino. E non lo vuole, perché quella gravidanza è il frutto di una violenza.

Jutta mi raggiunse con una pezza inzuppata nell'aceto, me l'appoggiò sulla fronte e l'odore mi calmò.
- Siete incinte, - disse. - Vi spio da sempre, dal giorno della torpediniera, e ho sperato di sbagliarmi, ma ora dobbiamo prendere una decisione.
Tanto fragore nelle mie orecchie, il colpo di un cannone. [...]  
No, non no. La testa diceva: non è vero. Il corpo diceva: sì, è così.
Vidi la mia fine e un pianto dispotico mi assalì. Tutti avrebbero saputo cosa avevo fatto con il marinaio, le suore non mi avrebbero creduta, non avrebbero creduto che io non volevo, e forse avevano ragione, non mi ero opposta abbastanza, l'avevo provocato, ero salita sulla nave da sola. Avevo paura di essere uccisa, ero stata complice - perché, perché non avevo preferito morire? Non ero una santa, ero una vigliacca, una donna da niente. [...]
Jutta ripeteva di non preoccuparmi, ce l'avremmo fatta.
La implorai di trovare una di quelle donne che mi avrebbero aiutata a tornare come prima [...]
Jutta mi lasciò sfogare. Quindi, con delicatezza, parlò;
- Barbara, - disse. - Barbara, Barbara -. Il mio nome sulle sue labbra era una culla, un calmante. - Barbara, - ripeté ancora, e poi, con il suo accento appuntito e il suo italiano perfetto: - Non è più l'esistenza di prima, è un altro tempo. Qui non c'è nemmeno la speranza, al massimo ci sono i miracoli. Abbiamo intorno la morte, e voi avete dentro la vita.
Non so se fosse stata Jutta a convincermi, con i suoi occhi d'acqua nei miei tanto terrosi, o se le sue parole, con l'enfasi sulla parola «vita», si fossero limitate a incitare la follia nel seguire la creatura rannicchiata in me. Qualunque fosse l'origine, da quel momento non mi fu più possibile ignorare la sua presenza. Iniziai a immaginarla.
Spingeva i piedi sullo stomaco fino a farmi vomitare, e di addormentava sul diaframma facendomi cominciare il singhiozzo o fermare il fiato.
Veniva a me dall'ultimo giorno del 1908 e sarebbe stata il primo di tutti i nuovi anni; era l'argine all'inferno e il salto nel vuoto, la scelta più sbagliata e l'unico destino giusto.

05 settembre 2022

Gli invisibili

Norvegia, primi anni del novecento. Ambientato a Barrøy, una delle tante isolette a sud delle Lofoten, Gli invisibili narra l'infanzia e l'adolescenza di Ingrid, nata in una famiglia che da generazioni vive in quel luogo sperduto. Natura potente e terribile, lunghi silenzi, orizzonti sconfinati, fatica e coraggio, attaccamento alle origini e desiderio di modernità. 

È l'inizio di una saga cui saranno dedicati altri due romanzi di Roy Jacobsen. E non vedo l'ora che siano pubblicati anche in Italia. 

«...Adesso, anche in casa del pastore, gli era apparso finalmente chiaro che quando tutto il resto viene meno, l’isola resiste. Lo sapeva già, certo, ma non l’aveva mai sentito con un tale senso di devozione come adesso che il mondo era sottosopra e lui si trovava sulle spalle un fardello più pesante che mai...»

02 settembre 2022

Nori in diretta radiofonica

Mercoledì 31 agosto in prima serata è andata in onda in diretta su Radio Mater una lunga intervista all'autrice di Nori.
Titolo della trasmissione: “Nori – Mi piace ma non mi basta”. 

Per chi fosse interessato, la registrazione completa è disponibile al seguente link:

https://www.radiomater.eu/files/trasm_mer_21-00.mp3

Nel frattempo, mi permetto di offrirvi un passaggio della sbobinatura...


[D] - Potrebbe essere il sottotitolo del romanzo: «Mi piace, ma non mi basta». Perché Nori è fatta così: vive con intensità la sua adolescenza, coglie l'attimo, apprezza il lusso, sa divertirsi, adora essere desiderata. Eppure, non le basta... Nori ha dentro questa cosa. E io credo che sia un po’ non solo dei giovani, ma anche in quest’epoca un po’ di tutti. – Cosa può aiutare i giovani, ma anche gli adulti a riempire il vuoto di significato, a capire che non basta? Che la vita piena di cose - pur belle – però ha bisogno d’altro, perché abbiamo questo vuoto dentro che non si riempie con le cose, con le vacanze, con qualcosa che compri su Amazon?...

[R] -  Questa è la domanda centrale Nerella, tu hai proprio colto nel segno. Eppure - l’avrai notato - la risposta nel romanzo non c’è; in maniera esplicita questa risposta non la trovi nelle pagine del romanzo. Ho volutamente lasciato in sospeso la vicenda interiore di Nori, perché non volevo scrivere un romanzo “edificante”, di quelli che i giovani leggono un po’ e poi mettono subito da parte perché “che palle, qui mi vogliono fare la predica attraverso le pagine di un romanzo”. Non è quello che io desideravo. Quindi ho descritto Nori come una ragazza con il cuore che scoppia di nostalgia.
E la risposta alle sue domande – che sono domande brucianti - non viene esplicitata subito, ma si fa strada piano piano, si intuisce nel suo rapporto con l’amica Lucia.  […]  
Ma noi lo sappiamo, “che cosa può aiutare i giovani a riempire quel vuoto”; è la stessa cosa che può aiutare noi adulti. Lasciarci provocare dalla realtà di ogni giorno, dagli incontri che facciamo, e alzare lo sguardo. Le cose che abbiamo, che facciamo, possono anche essere grandi e belle, ma si riempiono di senso solo nel rapporto con Chi ci ha creati e si è fatto nostro compagno di cammino.

[D] -  Io credo che questo vuoto, questo desiderio di cui non siamo coscienti – abbiamo un’insoddisfazione a cui non riusciamo a dare un nome – sia probabilmente (grazie al Cielo) dei giovani, e questo è bello, perché li porta a porsi delle domande, a fare delle ricerche. Quello che mi pare di poter dire – naturalmente non sempre e non per tutti – è che queste domande purtroppo negli adulti si affievoliscono, come se fosse una cosa da giovani, poi uno la mette via e si accontenta di quello che c’è. E questo credo che sia un po’ il periodo storico che stiamo vivendo, molte volte si cerca di riempirlo di cose – anche di cose belle per carità – però di cose che non danno risposte…

[R] -  È un po’ l’obiettivo del libro. Non un obiettivo voluto – non mi è mai passato per la testa di dire “voglio fare un libro che susciti le domande in chi lo legge”! Come tutti i romanzi che ho scritto è “venuto fuori” così. Però è “venuto fuori” così perché queste domande le ho dentro io innanzi tutto. Io ho a cuore che la mia vita non scorra inutile, vuota, o con un vuoto riempito di cose che però non mi possono rendere felice, non possono rendere piena la mia umanità.  E quindi chiaramente questa domanda che per prima ho io – e che mi faccio aiutare a non censurare, perché ho bisogno comunque di essere circondata da persone che continuamente mi richiamano a tutto questo e mi aiutano a ritornare con i piedi per terra. E quindi con gli occhi al cielo. Perché il modo migliore per tenere i piedi per terra secondo me è quello di non dimenticare per Chi siamo stati fatti.

30 agosto 2022

Patria

Convincente e commovente, Patria di Fernando Aramburu è un romanzo dal respiro ampio, che va ben oltre le vicende narrate. È la storia tormentata di due famiglie che vivono in un villaggio dei Paesi Baschi; vicini di casa, profondamente amici da sempre. Siamo negli anni settanta e ottanta; il terrorismo indipendentistico miete vittime, il fanatismo semina divisione.
Un giorno il padre di una delle due famiglie viene assassinato dall'ETA, in cui milita un figlio dell’altra. Da quel momento nulla è più come prima. L’amicizia va in frantumi, la fragilità umana mostra tutta la sua drammaticità.
Scorrono gli anni, ma il tragico evento rimane per tutti i membri delle due famiglie - e dell’intera loro comunità - come una ferita inguaribile. 
Solo attraverso un’esperienza di perdono - implorato e concesso - la piaga potrebbe iniziare il suo lento, indispensabile processo di cicatrizzazione.
Oggi vi offro una pagina, tratta da uno dei capitoli iniziali. Come vedrete, il linguaggio è semplice, immediato; capace di rendere con straordinaria efficacia – e con una delicata "pietas" – la fragilità dei sentimenti.


Smontò dietro una signora, erano le uniche passeggere. Venerdì, tranquillità, tempo buono. E sull'arcata dell’ingresso lesse: PRESTO SI DIRÀ DI VOI CIÒ CHE SI SUOLE DIRE DI NOI: SONO MORTI! A me non m’impressionano con le frasette funebri. Polvere siderale (lo aveva sentito alla tele), quello siamo, sia che uno respiri sia che ingrassi i cavoli. E anche se detestava quell'odiosa scritta, era incapace di entrare nel cimitero senza fermarsi a leggerla.  […]
La fila delle tombe si allunga in batteria al lato del sentiero. La cosa buona per Bittori è che, siccome il bordo sporge di due palmi da terra, si può sedere senza difficoltà sulla lastra. Certo, se piove, no. E in ogni caso, poiché la pietra di solito è fredda (e c’è la muffa e l’inevitabile sporcizia degli anni), lei porta sempre in borsa un quadrato di plastica ritagliato da un sacchetto del supermercato e un foulard per usarli come cuscino. Ci si siede sopra e racconta al Txato quello che ha da raccontargli. Se vicino c’è gente, gli parla con il pensiero; se non c’è nessuno, come succede di solito, conversa in tono normale.
«Nostra figlia è già a Londra. Lo immagino, diciamo, perché non ha avuto la gentilezza di chiamarmi. A te, ti ha chiamato? A me, no. Siccome alla tele non hanno detto niente di un incidente aereo, do per scontato che quei due saranno arrivati a Londra e staranno dandoci dentro per tentare di salvare il matrimonio». […]
Tre o quattro tombe più su c’era un’aiuola di sabbia, accanto al sentiero asfaltato. E Bittori si soffermò a guardare una coppia di passerotti che ci si era appena posata. Con le ali aperte, gli uccellini facevano un bagno di sabbia.
«L’altra cosa che volevo dirti è che la banda ha deciso di smettere di ammazzare. Non si sa ancora se l’annuncio è serio o se si tratta di un trucco per prendere tempo e riarmarsi. Ammazzino o no, a te cambia poco. E non credere che per me sia molto diverso. Ho un grande bisogno di sapere. L’ho sempre avuto. E non mi fermeranno. Nessuno mi fermerà. Neppure i figli. Ammesso che lo vengano a sapere. Perché io non gli dico niente. Sei l’unico che lo sa. Non mi interrompere. L’unico che sa che ci torno. No, in carcere non ci posso andare. Non so neanche in quale sta il delinquente. Ma loro certamente sono rimasti in paese. E poi mi è venuta la curiosità di vedere in che stato è la nostra casa. Tu, tranquillo, Txato, Txatito, perché Nerea è all'estero e Xabier, come sempre, vive per il suo lavoro. Non se ne accorgeranno».
I passerotti erano scomparsi.

23 agosto 2022

Mi piace, ma non mi basta

Potrebbe essere il sottotitolo del romanzo: «Mi piace, ma non mi basta». 
Perché Nori è fatta così: vive con intensità quasi rabbiosa la sua adolescenza, coglie l'attimo, apprezza il lusso, sa divertirsi, adora essere desiderata. Non le mancano né la bellezza, né la curiosità, né il benessere. Tutto questo le piace, le piace molto. Eppure, non le basta...


La perlinatura era ciò che più mi piaceva, nella mia camera di ragazza. Era stato Bob a fare quel lavoro. O Rob? Facevo fatica a ricordare bene tutti gli uomini con cui mia madre aveva percorso tratti più o meno significativi della sua vita. E poi, tutti sti nomignoli americaneggianti confondevano ancor più le idee.
In ogni caso questo Rob, o Bob, era stato uno di quelli che io avevo apprezzato maggiormente. Per un certo periodo aveva anche vissuto in casa nostra. Avevo dieci o undici anni, all’epoca, e mi ci ero affezionata molto: Bob, o Rob, mi coccolava spesso, mi accompagnava alle feste, mi aiutava a fare i compiti. Anche lui, però, aveva ben presto fatto la stessa fine degli altri.
«Mi piace la mia casa. Mi piacciono i miei amici. Mi piace la mia vita» pensavo, inspirando profondamente il leggero profumo di lavanda che permeava il copriletto; poi, in un impeto di sincerità con me stessa, aggiungevo: «Mi piace, ma non mi basta».

20 agosto 2022

Davide di Gerusalemme

Louis De Wohl è riuscito a rendere con efficacia straordinaria la storia biblica del re Davide. Avvincente come un racconto d'avventura, rigoroso come un romanzo storico, Davide di Gerusalemme narra la vicenda di quell'uomo eccezionale, da semplice pastorello a re d'Israele.
Ne esce il ritratto deciso di una personalità complessa e affascinante: umile pastore e grande guerriero, amante passionale e uomo di preghiera; assetato di vittorie, di donne, di ricchezze, ma soprattutto di Dio. Sullo sfondo, quasi colonna sonora, la musica dei salmi.
Vi offro una pagina tratta dal primo capitolo: il profeta Samuele riconosce nel ragazzo il nuovo re eletto da Dio, e versa l’olio sacro sul suo capo...



«Ecco il ragazzo» disse suo padre. «Questo è Davide, il mio ultimogenito.»
Sembra preoccupato, pensò Davide, chiedendosi come mai. Poi puntò lo sguardo sul santo, e i suoi pensieri si arrestarono di colpo. L’uomo di Rama aveva il volto largo, coperto da un reticolo di rughe e solchi profondi, e sopra il naso corto e schiacciato si arcuavano sopracciglia bianche e folte. E gli occhi… Davide aveva sostenuto senza timore lo sguardo del leone, ma quello incandescente del santo lo costrinse a chinare la testa.
«È lui!» disse il vecchio, con una voce sorprendentemente sonora e profonda. «L’eletto del Signore.» Sollevò una mano incartapecorita e coperta di macchie scure, e puntò il dito su Davide. «Leva i calzari», gli ordinò perentorio. «Che si purifichi» aggiunse poi, rivolto a suo padre.
Iesse gli tese una brocca d’acqua e un telo di lino. Gli tremavano le mani.
Che cos’hanno in mente? Si domandò Davide. E di colpo gli venne da pensare che forse era lui la vittima sacrificale. Il Signore non aveva forse ordinato ad Abramo di sacrificare suo figlio Isacco? Anche se all’ultimo momento aveva accettato di sostituirgli un ariete. Forse questa volta non si sarebbe accontentato, e il vecchio gli avrebbe tagliato la gola con il coltello cerimoniale. Davide poteva scappare, ovviamente. Nessuno dei suoi fratelli gli teneva testa nella corsa, e di certo il vecchio non poteva raggiungerlo. Ma se era la volontà di Dio? Lo sapevano tutti che il santo di Rama era un  profeta. E nessuno può sfuggire a Dio. Il Signore è ovunque, e spetta a Lui decidere l’ora della tua morte.
In silenzio Davide eseguì le abluzioni rituali. Il vecchio cominciò a frugare sotto la fascia che gli cingeva i fianchi, ma invece del coltello con la grossa lama ne estrasse un piccolo corno. Tolse con cura il tappo d’argento, e nell’aria si diffuse un aroma denso e dolciastro. Poi il vecchio sollevò la testa, tanto che la sua barba bianca puntò verso il cielo, e recitò una preghiera tra sé. Infine disse: «Avvicinati, Davide, figlio di Iesse.»
Il ragazzo obbedì.
«China la testa.»
L’olio sacro, pensò Davide, sbalordito, sentendo il liquido viscoso che gli gocciolava sui capelli. Impossibile. Di sicuro era soltanto un sogno. Tra un po’ si sarebbe svegliato e avrebbe scoperto che al gregge mancavano un paio di pecore, come la settimana prima, oppure che una fiera selvatica aveva fatto irruzione e… No, non stava sognando. L’olio gli era colato negli occhi e bruciava come il fuoco. Era sveglio, dunque. Tutt’intorno però regnava un silenzio di morte.
Il profeta tappò di nuovo l’ampolla e la ripose con cura sotto la fascia ricamata. «Ciò è bene» disse, in tono solenne. «Al resto penserà il Signore.»

14 agosto 2022

Ebbra di vita

Così era Nori, nell'effervescenza dei suoi diciassette anni: ebbra di vita.
Ma...

03 agosto 2022

La donna dal kimono bianco

In La donna dal kimono bianco di Ana Johns due storie di donne scorrono parallele, su piani temporali diversi, ma alla fine si intrecciano, con un esito di composta drammaticità. 

Stati Uniti, oggi. La giovane Tori Kovac, reporter investigativa, si prende cura del padre morente. Fra gli effetti personali del genitore trova una lettera che potrebbe contenere una rivelazione sconvolgente sul suo passato. 

Giappone, 1956. La giovanissima Naoko è promessa sposa a un giovane che suo padre ha scelto per lei. Ma non vuole questo matrimonio: lei è innamorata di un marinaio americano di stanza presso il porto della sua cittadina.

No, non è un romanzetto rosa. È un affresco storico riuscitissimo, che sa ricostruire efficacemente le atmosfere di un Giappone ormai perduto.

«...Segnai il luogo sulla carta, poi indietreggiai leggermente e rimasi a fissarla incantata perché, come Dorothy, ero stata sbalzata in un altro mondo. Un mondo familiare. Un mondo cui mio padre apparteneva. Per la prima volta da quando avevo letto quella lettera, provai di nuovo un senso di armonia. Attraverso le sue storie, papà, l’uomo che conoscevo, era tornato, e osservando quella mappa, lo vedevo ovunque...»

29 luglio 2022

Novità in libreria!

Da oggi "Nori" (LFA Editore) è disponibile per l’acquisto:

  1. nelle librerie (se non è ancora presente negli scaffali, può essere prenotato);
  2. negli store on line.

In alcuni casi è previsto uno sconto sul prezzo di copertina.

Il libro è acquistabile con il Bonus Cultura e con il Bonus Carta del Docente.


24 luglio 2022

21 luglio 2022

COMING SOON!

Nori, donna dei nostri tempi dinamica e realizzata, trascorre una breve vacanza autunnale nella località balneare in cui, da ragazza, conobbe persone destinate a cambiare la sua vita.  L’affollarsi dei ricordi ripercorre l’adolescenza di “Nori dagli occhi blu”: il rapporto con i genitori, alcuni incontri decisivi, il germogliare di uno sguardo nuovo sulla realtà...

Laura Blandino  -  Nori  -  LFA Editore   

Dal 29 luglio 2022 negli store on line e in libreria.


04 giugno 2022

Oliva Denaro

Sicilia, anni '60. Oliva Denaro vive in un contesto arcaico in cui - come le ripete sua madre - "la femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia".

È una ragazzina spensierata e semplice, ma il dramma dello stupro spezza la sua adolescenza. L'unica "soluzione" possibile sarebbe sposare il giovane che l'ha violentata: è una strada prevista anche dalla legge, che consente e disciplina il "matrimonio riparatore". Ma Oliva non ci sta.

Viola Ardone sa sviluppare la vicenda con misura, raccontando la drammatica storia di Oliva con una delicatezza e un pudore quasi commoventi.

Ogni riferimento a fatti storici realmente accaduti NON è casuale...

«...Niente da qui in avanti potrà più toccarmi e, quello che ho perso, l’ho perso per sempre: correre a scattafiato con gli zoccoletti ai piedi, immaginare i nomi delle nuvole, girarmi nella mente i termini latini, raffigurare a carboncino le divinità del cinema, indovinare l’amore nei petali di un fiore...»

29 maggio 2022

La Palermo dei Leoni

Palermo, maggio 2022.

Durante questa bella vacanza siciliana, tra una visita e l'altra capita di imbattersi in luoghi legati alla storia della famiglia Florio: intravedere Favignana all'orizzonte, guardare l'imponenza del Teatro Massimo, percorrere l'Olivuzza... Chi abbia letto "I leoni di Sicilia" e "L'inverno dei leoni" di Stefania Auci, può immaginare la sensazione.

Questa mattina siamo passati accanto a quella che fu l'immensa dimora dei Florio - ormai abbandonata da decenni - e al villino di Vincenzo, trasformato in sede museale. Quello che fu un parco, ora è città: con case, cortili, marciapiedi non sempre puliti e cassonetti spesso rigurgitanti.

"Sic transit gloria mundi", ho pensato. Ecco quel che resta del fasto di una famiglia che per oltre un secolo ha fatto la grandezza di Palermo e della Sicilia. 

Gloria del mondo...

23 maggio 2022

Salone del Libro 2022

Si conclude oggi l'edizione 2022 del Salone del Libro di Torino, che ha riscosso un enorme successo, superando i 150 mila visitatori.

Nel weekend il Lingotto ha assistito a un vero Salone da record: lunghissime code ai varchi e per gli incontri (ieri l’organizzazione ha addirittura distribuito ventagli a forma di libro per far sopportare meglio il caldo ai visitatori), pubblico interessato, editori soddisfatti. Ma soprattutto, tanti giovani e giovanissimi. Buon segno!

Appuntamento per tutti al prossimo anno: 11 maggio 2023.

14 marzo 2022

Il padrone del mondo

 «...E meditò anche il suicidio, come aveva poi confessato a Oliviero: voleva rinunciare alla vita, dal momento che il mondo la lasciava in un disagio così assoluto. Ci pensò seriamente e si convinse che il suicidio era una fuga che non contrastava per niente con i princìpi morali che ella professava. Tutti ammettevano che si aiutassero gli esseri inutili e moribondi ad andarsene: ne erano una prova gli stabilimenti dell'eutanasia. Non poteva dunque andarsene anche lei, dal momento che la vita si presentava insopportabile?...»

[R. H. Benson - Il padrone del mondo]

Può piacere o destare perplessità, questo romanzo distopico pubblicato oltre un secolo fa (1907); ma non si può negare che offra spunti di riflessione interessanti. E, spesso, drammaticamente attuali.

13 febbraio 2022

L'inverno dei Leoni

Tempo fa ebbi il piacere di leggere I Leoni di Sicilia, intenso romanzo storico offerto dall'ottima penna di Stefania Auci

Due anni dopo, ha fatto la sua comparsa in libreria il seguito di quella storia: L'inverno dei Leoni, seconda e ultima puntata della saga, che in queste ultime settimane ho voluto gustare con calma, leggendo piano piano. 

La gloria e la rovina di Casa Florio sono raccontate con una drammaticità che non lascia indifferenti. E certi personaggi - come le due figure femminili centrali - restano nel cuore. 

Sarebbe superfluo recensire la trama, della quale - come per ogni best seller che si rispetti - molto è già stato scritto e detto in questi mesi. Posso però regalarvi l'incipit del romanzo, augurandovi buona lettura...


U’ mari unn’avi né chiese né taverne, dicono i pescatori anziani. Non ha luoghi in cui ci si può rifugiare, il mare, perché di tutto il creato è l’elemento più maestoso e sfuggente. L’essere umano non può che inchinarsi al suo volere.
Da sempre, i siciliani hanno capito una cosa: il mare porta rispetto solo a chi lo rispetta. È generoso: dà il pesce e il sale per il nutrimento, dà il vento per le vele delle barche, dà il corallo per i gioielli di santi e di re. Ma è anche imprevedibile e, in ogni istante, può riappropriarsi con violenza di quei doni. Per questo i siciliani lo rispettano, per questo lasciano che definisca la loro stessa essenza: che forgi il loro carattere, che segni la loro pelle, che li sostenga, che li sfami, che li protegga.
Il mare è confine aperto, in continuo movimento. Ecco perché chi vive in Sicilia è inquieto, e cerca sempre la terra oltre l’orizzonte e vuole scappare, cercare altrove ciò che spesso, alla fine della propria vita, scopre di avere sempre avuto accanto a sé.
Per i siciliani, il mare è padre. E se ne accorgono quando ne sono lontani, quando non possono sentire quell'odore forte di alghe e sale che li avvolge nel momento in cui il vento si alza, portandolo fin nei vicoli delle città.
Per i siciliani, il mare è madre. Amato e geloso. Imprescindibile. Talvolta crudele.
Per i siciliani, il mare è forma e confine della loro anima.
Catena e libertà.

23 dicembre 2021

In una manciata di secondi...

In un brevissimo video - una manciata di secondi, appunto - ho voluto esprimere i miei auguri più cari a tutte le lettrici e a tutti i lettori.

Buon Natale!

26 novembre 2021

I romanzi di Mariapia Veladiano

Qualche tempo fa lessi un romanzo di Mariapia Veladiano, e rimasi colpita dalla sua prosa limpida e dal suo stile drammatico, profondo, a tratti poetico. 

Nelle ultime settimane ho voluto riprendere idealmente "contatto" con questa scrittrice, e gustarne altri romanzi. Tutti di rara intensità, mai banali, con protagoniste femminili che rimangono nella memoria e nel cuore.

"Il tempo è un Dio breve"

Ildegarda è una donna travagliata che affronta - senza fare sconti a se stessa - l'abbandono del marito, la malattia figlio, la propria sete di senso e di pienezza. Grazie a un incontro inatteso, Ildegarda vivrà un'esperienza che sa di promessa.

"Una storia quasi perfetta"

Bianca insegna arte in un liceo, e ama produrre incantevoli disegni ispirati ai fiori. Quando propone una serie di bozzetti al proprietario di un'azienda di design per collezioni di moda, l'uomo si lascia conquistare da tanta bellezza, e decide di acquisire tutto: sia le opere, sia l'artista. Ma...

"La vita accanto

Rebecca, nata orribilmente brutta e rifiutata da sua madre fin dal momento del parto, è tuttavia dotata di un grande talento per il pianoforte. Grazie all'incontro con l'anziana signora De Lellis, Rebecca trova nella musica un'inattesa possibilità di riscatto.

"Adesso che sei qui"

Andreina ha sempre amato molto la zia Camilla: da piccola è vissuta con lei nella grande casa di campagna, tra l'orto e le galline. Adesso nella vita della zia irrompe un ospite inatteso e terribile: il «signor Alzheimer», che giorno dopo giorno appanna la lucidità e divora la memoria. Andreina si prende cura di lei fino alla fine: con affetto, fatica, ma anche con letizia e ironia. Perché la vita, fatta di piccoli istanti di presente, può essere comunque bellissima.

10 ottobre 2021

I romanzi di Simonetta Agnello Hornby

 Si respira un intenso profumo di vecchia Sicilia, nei romanzi di Simonetta Agnello Hornby. In questi mesi ne ho letti alcuni, apprezzandone originalità di stile e acutezza di ricostruzione storica. Scrittrice palermitana (britannica d’adozione) la Hornby sa tessere vere e proprie saghe familiari che si snodano attraverso i decenni, tra ottocento e novecento, orchestrando sapientemente diversi piani narrativi.

La mennulara

Nel 1963 muore la "Mennulara" (la raccoglitrice di mandorle), domestica e amministratrice degli Alfallipe. Lascia uno strano testamento, che scatena contrasti e richiama misteri. Grandi rivolgimenti attendono la famiglia al cui servizio la donna ha dedicato tutta la vita.

La zia marchesa

Amalia ricorda i decenni in cui fu balia e poi cameriera personale di Costanza Safamita, infelice donna appartenente alla ricca aristocrazia terriera. Le vicende della marchesa si intrecciano con quelle della sua famiglia, e con quelle della Sicilia di metà ottocento.

Caffè amaro

Maria è poco più che adolescente, quando incontra Pietro e accetta di sposarlo. Ma non tutto è semplice come sembra. La sua lunga vita accompagna gli eventi storici di oltre mezzo secolo: i fasci siciliani, l’ascesa del fascismo, la seconda guerra mondiale con i terribili bombardamenti su Palermo.

Piano nobile

Siamo nella Palermo del 1942. Il barone Enrico Sorci, ormai morente, ricorda frammenti della propria vita. Intanto i suoi familiari vanno incontro al loro destino, in un mondo che profondamente cambia.



22 agosto 2021

Il cacciatore di aquiloni

 In questi giorni drammatici, in cui la situazione afghana scivola sempre più nella tragedia, ho voluto rileggere "Il cacciatore di aquiloni". Un romanzo duro e senza sconti, ma capace di avvincere, far chiarezza, commuovere. 

Le vicende di Amir attraversano tre decenni di storia afghana: la caduta della monarchia, l'invasione sovietica, l'avvento dei talebani con il loro regime di violenza, sopraffazione e diritti umani calpestati. Eppure non si tratta di un mero libro "di denuncia"; è autentica narrativa. Khaled Hosseini - scrittore statunitense di origine afghana - ha saputo confezionare un'emozionante storia di amicizia e dolore, tradimento e redenzione. 

25 luglio 2021

I romanzi del Bar Lume

Pineta è l'anonima cittadina del litorale toscano (località assolutamente immaginaria) che fa da sfondo ai romanzi di Antonio Malvaldi.

Il protagonista è Massimo Viviani, uomo intelligente e scontroso, anticonformista e ironico; depositata nel cassetto la laurea in matematica, è da anni titolare di un bar dal nome curioso (Bar Lume, appunto). Nel locale trascorrono gran parte delle proprie giornate quattro arzilli vecchietti: giocano a carte o a biliardo, discutono animatamente, e soprattuto si fanno i fatti altrui.

Ogni romanzo della serie racconta un delitto verificatosi a Pineta. Ovviamente la polizia indaga, ma non sempre trova il bandolo della matassa. Ogni volta è decisivo l'aiuto di Massimo e dei quattro ottuagenari, che osservando e deducendo, domandando e spettegolando, si trasformano di fatto in una formidabile squadra investigativa.

Al di là della trama gialla, sono accattivanti l'ambientazione delle storie, la genuinità dei personaggi, il linguaggio disseminato di toscanismi.

  • La briscola in cinque 
  • Il gioco delle tre carte 
  • Il re dei giochi 
  • La carta più alta 
  • Il telefono senza fili 
  • La battaglia navale 
  • A bocce ferme 
  • Sei casi al BarLume 
"Una tecnica fondamentale nella pratica professionale delle chiacchiere da bar consiste nell'opporre ad un dato di fatto o ad un ragionamento generale un controesempio adeguato, meglio se riferito ad accadimenti occorsi a parenti di primo grado preferibilmente scomparsi. La parentela, secondo tradizione orale in voga nel paese, garantisce in qualche modo non chiaro l'autenticità del fatto, e al tempo stesso la non disponibilità del protagonista dell'esempio causa decesso la rende difficilmente confutabile".


23 luglio 2021

Lèggere letture leggère

Quando giunge l'estate, spesso cresce la voglia di leggerezza. Anche in libreria, o in biblioteca.

A me capita proprio così; quando sto per andare in vacanza, amo mettere in valigia alcuni libri poco impegnativi, da gustare in spiaggia sotto l'ombrellone, o in montagna fra i pendii; o ancora in camera la sera, dopo aver visitato una bella città d'arte. Anche nella vita quotidiana, ogni tanto un po' di leggerezza fa bene: dopo un'intensa giornata di lavoro, perché non regalare alla propria fantasia qualche momento di piacevole relax?

Scegliere "letture leggere" non implica necessariamente imbattersi in "letture mediocri", o in testi di scarsa qualità. Anzi! Significa semplicemente godersi qualche bella storia, lasciandosi catturare dalla trama senza alcuna pretesa di profondità culturale, intellettuale, esistenziale. 

In questi mesi mi è capitato spesso di concedermi "letture leggere", e lo ammetto senza alcun imbarazzo: molte mi sono davvero piaciute. Nei prossimi giorni ve ne racconterò alcune.

E voi, avete consigli? Quali letture leggère vi piace lèggere? 

#leggerelettureleggere

23 aprile 2021

Giornata mondiale del libro

Oggi, 23 aprile, si festeggia la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore, promossa dall’UNESCO per la valorizzazione e la celebrazione della lettura come attività culturale fondamentale nella storia dei popoli e dell’umanità.

Mi emoziona un po' pensare che nell'immenso mare di tutti i libri scritti in ogni tempo e in ogni luogo, ci siano anche i miei "piccoli tre"...

13 aprile 2021

Giornata internazionale del bacio

Ogni anno, il 13 aprile, si celebra il World Kiss Day.
Pare che questa data sia stata scelta grazie al bacio più lungo della storia, che durò 58 ore e che ebbe per protagonista una coppia tailandese durante una gara. Il che lascia il tempo che trova, perché il bacio è qualcosa di molto diverso da una performance.
Il bacio è il segno più tipico dell'affetto; basti pensare a quanti artisti (pittori, scultori, poeti, scrittori) si sono ispirati al bacio per realizzare opere immortali. E a quante favole attribuiscono al bacio un'importanza centrale, fino a renderlo indispensabile per la rottura di un incantesimo.
Se si è innamorati il bacio è un gesto carico di significati, e di brividi. Altrimenti...
Ne La camera bella, Chiara ricorda i commenti della sorellina Cecilia a un film visto in televisione: 
“Ma passano la vita a baciarsi questi qui? E mica fanno una cosa rapida! Stanno lì con le bocche appiccicate per un’ora e fanno un sacco di rumori che schifo! Io non sono schizzinosa come mia sorella che non beve nei bicchieri degli altri ma una roba del genere non la farei mai! Sai quanti microbi? Altro che mangiare con le mani sporche!”.
Chiara farà poi esperienza di un innamoramento vero, e allora sì, il bacio non sarà più solo una faccenda di bocche, di rumori e di microbi!
Ecco, tratto da Tempo di cose nuove, il momento del primo bacio fra Chiara e Luca, durante una vacanza romana...


Dopo cena passeggiarono mano nella mano a Trastevere, risalirono lungo via Garibaldi, e raggiunsero il Gianicolo. Da lassù il panorama era stupendo: si poteva abbracciare con lo sguardo tutta Roma illuminata.
Chiara si appoggiò al parapetto e rimase in silenzio a contemplare quello spettacolo. Era senza fiato: per lo stupore, per l’emozione, per la camminata in salita…
– Ti desidero – disse Luca, di punto in bianco.
– Eh? – Chiara si voltò verso di lui guardandolo inebetita.
– Ti desidero – ripeté, sorridendo divertito. Le luci di Roma gli si riflettevano sugli occhiali, sembrava che avesse le stelle intorno agli occhi.
– Che cosa vuoi dire?
– Quello che ho detto. In realtà ti desidero da tanto tempo, mi sei sempre piaciuta da morire. Però non mi sono mai sentito pronto per una storia seria; e tu non eri una ragazza da una botta e via.
– Nemmeno adesso lo sono.
– Certo che non lo sei! – Luca rise per l’equivoco, e la abbracciò con tenerezza – Sono io che sto cambiando, non tu! 
Le prese il volto fra le mani, e si chinò verso le sue labbra.

22 marzo 2021

Deserto. Il romanzo di Mosè

Con “Deserto” lo scrittore polacco Jan Dobraczynski si cimenta nell'impresa di ricostruire in forma romanzata – ma profondamente fedele al testo biblico – la vicenda umana di Mosè.

Ero ormai giunta agli ultimi capitoli del romanzo, quando ho avuto l’opportunità di seguire un incontro di presentazione organizzato dall’Associazione Italiana Centri Culturali. I contributi della prof. Bartolini De Angeli (docente di Giudaismo ed Ermeneutica ebraica) e di Michele Campiotti (Consiglio Nazionale di Comunione e Liberazione) mi hanno aiutata ad apprezzare ancor più nitidamente dettagli preziosi.

Per questo vi consiglio vivamente di seguire la registrazione dell’incontro, disponibile su YouTube:

https://www.youtube.com/watch?v=Tw7c9QrcD08

E anziché cimentarmi in una mediocre recensione del romanzo, condivido con voi alcune suggestioni che la moderatrice Alessandra Govi ha offerto nell’introduzione alla tavola rotonda:

«Deserto è il romanzo della preferenza e della misericordia come metodo della presenza di Dio nella storia. Dobraczynski sceglie di narrare questa esperienza di Israele nel suo percorso verso la terra promessa raccontando la vita di Mosè, l’amico di Dio, colui che Dio stesso ha scelto, che si trova a dover condurre il popolo nel deserto. In questo cammino, passando attraverso momenti di grande fatica e sconforto, egli si scopre sempre più uomo nella sua fragilità, e riconosce nelle pieghe di tutto ciò che accade il volto di Colui che lo ha scelto. Man mano che questa peregrinazione nel deserto si srotola negli anni, muta lo sguardo di Mosè su di sé e sul popolo. Ne emerge un cambiamento reso possibile perché è con Dio che si compie il cammino. Al termine della narrazione, ciò che ci consegna l’autore è un uomo che – giunto alla fine sella sua lunga vita – è pieno di gratitudine per quello che Dio ha permesso nella sua storia e in quella di coloro che lo hanno accompagnato, anche se lui non entrerà nella terra promessa. Mosè emerge come una figura di uomo che nelle sue domande e con il tormentato rapporto con il popolo e con il Mistero è estremamente vicino all’esperienza dell’uomo moderno».

02 marzo 2021

L'appello

L'ultimo romanzo uscito dalla penna di Alessandro D'Avenia ha una sua originalità, e tocca temi importanti: non solo per gli adolescenti, ma anche per chiunque – a qualsiasi età – prenda sul serio le domande profonde del proprio cuore. Eppure, ho letto “L’appello” con una certa fatica.

L'idea di fondo è ottima: Omero Romeo, insegnante cieco, è chiamato come supplente in una classe all’ultimo anno delle superiori. Solo dieci studenti: tutti problematici, confinati in una classe-ghetto di casi umani. Il nuovo professore rompe subito tutti gli schemi, e inventa un nuovo modo per fare l’appello: dopo aver nominato un ragazzo ne esplora il volto con le dita, e lo invita a raccontare qualcosa di sé. Il professore cieco riesce a “vedere” i suoi ragazzi con una profondità che nessuno mai aveva fatto sperimentare loro.

Ottimo spunto, ripeto; tuttavia, ciò che mi ha reso faticosa la lettura è un certo eccesso di verbosità, un linguaggio ridondante e poco realistico, soprattutto quando a parlare sono i ragazzi. Diciottenni di grave problematicità e scarso rendimento scolastico, si esprimono come intellettuali di primo piano. E tutto questo toglie immediatezza alla narrazione.

In ogni caso, la riflessione sul ruolo dell'insegnante non è affatto banale. Permettetemi di offrirvi una pagina, che idealmente dedico a mio figlio, in cammino verso questa stessa scelta di vita...

Ricordo il momento in cui ho deciso che avrei fatto l'insegnante l'ho confidato ai miei amici. Ero felice, vedevo un futuro pieno di senso: continuare a studiare ciò che amavo e trasmettere quell’amore agli altri. Che cosa c'è di più grande? Eppure tutti mi dicevano parole che trasformavano il mio sogno in un’illusione: sarai un morto di fame, ai ragazzi non fregherà nulla, ripeterai sempre le stesse cose e ti troverai vecchio a 40 anni…  Ma a me sembrava molto più reale il mio sogno che i loro discorsi basati sui soldi da accumulare e sul miraggio di certe carriere. Inoltre avevo l’esempio dei miei genitori: felici e realizzati nel fare i maestri di ciò che amavano. Così andai a parlare con loro. Mia madre mi disse che forse avevano ragione a sostenere che sarei stato un morto di fame, ma sbagliavano sulla parola “morto”. Sarei stato “vivo” dalla fame. Non capivo. E lei mi spiegò che da quando studiava e insegnava il greco e il latino non si era mai annoiata, si era sempre sentita aperta a una ricerca inesauribile. Quella fame la teneva viva e quella vita si trasmetteva agli altri. E questo è un grande sogno: non sopravvivere, ma essere vivi. Chi ha paura di morire cerca di resistere e si limita ad appropriarsi di energie già esistenti. Chi invece ha fame di vivere diventa un rivoluzionario, suo malgrado, perché crea nuove energie che prima non c'erano e le introduce nella vicenda umana dando slancio, forza, calore agli altri.


14 gennaio 2021

Regali di compleanno

La lettura è un'avventura a tutte le età, anche quando si è talmente piccoli da poter guardare solo le figure, mentre mamma o papà leggono i testi. Si inizia così. E poi ci si innamora della narrativa.

Per questo mi piace ricordare certi libri - magari illustrati, magari cartonati - che hanno accompagnato l'infanzia dei miei figli, o addirittura la mia. Non sarà vera letteratura, ma introduce a una passione che può durare tutta la vita.

Inizio con un libretto delizioso: "Regali di compleanno", scritto dal britannico Paul Stewart e illustrato da Chris Riddel.

Coniglio e Porcospino sono grandi amici: il primo dorme di notte, il secondo di giorno, ma alla sera si incontrano e chiacchierano insieme. Non conoscendo la data dei propri compleanni, decidono di festeggiarli entrambi... domani! 

«Forse non è il giorno giusto, come facciamo a saperlo?»

«Forse non è il giorno giusto, ma forse lo è. Sarebbe un vero peccato se fosse il giorno giusto e noi non lo festeggiassimo».

Ciascuno dei due ha ventiquattr'ore di tempo per trovare il regalo; ma non è facile azzeccare il dono giusto per un amico così diverso da sé.

Delicatezza e rispetto, originalità e ironia, caratterizzano questa storia d'amicizia pensata per i più piccini, ma bella per tutti.

08 gennaio 2021

Il primo fiore di zafferano

Prima di partire per la mia breve vacanza invernale, ho acquistato al volo alcuni e-book da leggere in montagna, pregustando lunghe serate al calduccio, mentre fuori scendeva la neve.

Ho scaricato anche un romanzo di cui non sapevo nulla, scelto fra le proposte editoriali in offerta, con un criterio “di pancia” che non mi è abituale: "Il primo fiore di zafferano" di Laila Ibrahim, scrittrice a me sconosciuta.  È stata una piacevole sorpresa: ho trascorso ore gradevolissime, immersa in una storia delicata e semplice.

Siamo nella Virginia di metà ottocento, terra di grandi piantagioni e drammatiche ingiustizie sociali. La schiava nera Mattie, mamma da poco, viene destinata alla casa padronale come balia della primogenita dei signori; dovrà quindi separarsi dal proprio bambino, per allattare e accudire la piccola Lisbeth. Lo strappo è lacerante, ma la donna sa bene di non avere alternative.

Giorno dopo giorno, poppata dopo poppata, germoglia fra la donna e la bambina un rapporto intenso, profondo, che le segnerà per tutta la vita.

Questa lunga storia inizia così...

Mattie era raggomitolata intorno al corpicino caldo di suo figlio quando l’odioso messaggero bussò. Rimase distesa sul giaciglio, restia a interrompere quel momento prezioso, e ascoltò il respiro pesante di suo nonno che dormiva. Guardò Samuel e gli premette il naso sul collo morbido per annusare quel dolce profumo di neonato. Asciugò con delicatezza il sudore che gli imperlava la fronte e gli diede un tenero bacio sulla tempia. Ci fu un altro insistente colpo alla porta. Mattie si alzò. Strinse Samuel così vicino a sé da sentire il suo respiro caldo sul petto e andò ad aprire strascicando i piedi sul pavimento di terra battuta. Si aspettava quella visita da settimane, l'aveva immaginata tante volte, ma guardava a quel momento con terrore. Aprire avrebbe segnato la sua vita per sempre, come uno spartiacque tra un prima e un dopo.


22 dicembre 2020

Come una manciata di fango che diventa luce

Un'amica, mentre metteva ordine fra i suoi libri, si è imbattuta in quella che ha definito "una lucente pagina" di Alda Merini. È tratta dalla raccolta "Corpo d'amore", e la conclude.

L'amica mi ha mandato la fotografia della pagina, aggiungendo: «Anche i tuoi libri sono nati così». Non so se sia vero, ma mi piace pensare che il dono di scrivere sia - appunto - un regalo ricevuto.

«E così nascono i libri, nell'amore, e così nascono i libri che nessuno legge mai, e così il libro prima di nascere Dio lo deposita in te come un manciata di fango che diventa luce.
Domandano tutti come si fa a scrivere un libro. Si va vicino a Dio e gli si dice: feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore e portami via dagli altri, rapiscimi.
Così nascono i libri, così nascono i poeti».

(Alda Merini) 


15 dicembre 2020

Verso il Natale, con... il cielo negli occhi!

 Ho sempre amato tantissimo il Natale, fin da quando ero bambina.

Non è quindi un caso che la Grande Attesa sia un tema presente in tutte le storie che ho avuto il dono di poter narrare.
Fra l'altro, sono romanzi pubblicati in una collana che si chiama "Il cielo negli occhi": e quale sguardo potrebbe essere più azzeccato, mentre il Natale si avvicina?

Se avete piacere di sfogliare qualche pagina "natalizia" tratta da
  • La camera bella
  • Tempo di cose nuove
  • Il velo dorato
potete trovarne un'ampia antologia fra i post di questo blog.

10 dicembre 2020

Patris corde

Con la Lettera apostolica “Patris corde - Con cuore di Padre”, Papa Francesco ricorda il 150.mo anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale. Per l’occasione, dall'8 dicembre 2020 all’8 dicembre 2021 si terrà uno speciale “Anno di San Giuseppe”.

Ecco, subito mi torna alla mente uno dei romanzi che più ho amato: "L'ombra del padre" di Jan Dobraczyński.

Vi ripropongo una breve recensione e "una pagina tratta da"...

https://letturavventura.blogspot.com/2015/12/non-temere-prendila-in-casa-tua.html?m=1