Dall'aletta di copertina:
24 luglio 2022
21 luglio 2022
COMING SOON!
Nori, donna dei nostri tempi dinamica e realizzata, trascorre una breve vacanza autunnale nella località balneare in cui, da ragazza, conobbe persone destinate a cambiare la sua vita. L’affollarsi dei ricordi ripercorre l’adolescenza di “Nori dagli occhi blu”: il rapporto con i genitori, alcuni incontri decisivi, il germogliare di uno sguardo nuovo sulla realtà...
Laura Blandino - Nori - LFA Editore
Dal 29 luglio 2022 negli store on line e in libreria.
04 giugno 2022
Oliva Denaro
Sicilia, anni '60. Oliva Denaro vive in un contesto arcaico in cui - come le ripete sua madre - "la femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia".
È una ragazzina spensierata e semplice, ma il dramma dello stupro spezza la sua adolescenza. L'unica "soluzione" possibile sarebbe sposare il giovane che l'ha violentata: è una strada prevista anche dalla legge, che consente e disciplina il "matrimonio riparatore". Ma Oliva non ci sta.
Viola Ardone sa sviluppare la vicenda con misura, raccontando la drammatica storia di Oliva con una delicatezza e un pudore quasi commoventi.
29 maggio 2022
La Palermo dei Leoni
Palermo, maggio 2022.
Durante questa bella vacanza siciliana, tra una visita e l'altra capita di imbattersi in luoghi legati alla storia della famiglia Florio: intravedere Favignana all'orizzonte, guardare l'imponenza del Teatro Massimo, percorrere l'Olivuzza... Chi abbia letto "I leoni di Sicilia" e "L'inverno dei leoni" di Stefania Auci, può immaginare la sensazione.
Questa mattina siamo passati accanto a quella che fu l'immensa dimora dei Florio - ormai abbandonata da decenni - e al villino di Vincenzo, trasformato in sede museale. Quello che fu un parco, ora è città: con case, cortili, marciapiedi non sempre puliti e cassonetti spesso rigurgitanti.
"Sic transit gloria mundi", ho pensato. Ecco quel che resta del fasto di una famiglia che per oltre un secolo ha fatto la grandezza di Palermo e della Sicilia.
Gloria del mondo...
23 maggio 2022
Salone del Libro 2022
Si conclude oggi l'edizione 2022 del Salone del Libro di Torino, che ha riscosso un enorme successo, superando i 150 mila visitatori.
Nel weekend il Lingotto ha assistito a un vero Salone da record: lunghissime code ai varchi e per gli incontri (ieri l’organizzazione ha addirittura distribuito ventagli a forma di libro per far sopportare meglio il caldo ai visitatori), pubblico interessato, editori soddisfatti. Ma soprattutto, tanti giovani e giovanissimi. Buon segno!
Appuntamento per tutti al prossimo anno: 11 maggio 2023.
14 marzo 2022
Il padrone del mondo
«...E meditò anche il suicidio, come aveva poi confessato a Oliviero: voleva rinunciare alla vita, dal momento che il mondo la lasciava in un disagio così assoluto. Ci pensò seriamente e si convinse che il suicidio era una fuga che non contrastava per niente con i princìpi morali che ella professava. Tutti ammettevano che si aiutassero gli esseri inutili e moribondi ad andarsene: ne erano una prova gli stabilimenti dell'eutanasia. Non poteva dunque andarsene anche lei, dal momento che la vita si presentava insopportabile?...»
[R. H. Benson - Il padrone del mondo]
Può piacere o destare perplessità, questo romanzo distopico pubblicato oltre un secolo fa (1907); ma non si può negare che offra spunti di riflessione interessanti. E, spesso, drammaticamente attuali.
13 febbraio 2022
L'inverno dei Leoni
Tempo fa ebbi il piacere di leggere I Leoni di Sicilia, intenso romanzo storico offerto dall'ottima penna di Stefania Auci.
Due anni dopo, ha fatto la sua comparsa in libreria il seguito di quella storia: L'inverno dei Leoni, seconda e ultima puntata della saga, che in queste ultime settimane ho voluto gustare con calma, leggendo piano piano.
La gloria e la rovina di Casa Florio sono raccontate con una drammaticità che non lascia indifferenti. E certi personaggi - come le due figure femminili centrali - restano nel cuore.
Sarebbe superfluo recensire la trama, della quale - come per ogni best seller che si rispetti - molto è già stato scritto e detto in questi mesi. Posso però regalarvi l'incipit del romanzo, augurandovi buona lettura...
23 dicembre 2021
In una manciata di secondi...
In un brevissimo video - una manciata di secondi, appunto - ho voluto esprimere i miei auguri più cari a tutte le lettrici e a tutti i lettori.
Buon Natale!
26 novembre 2021
I romanzi di Mariapia Veladiano
Qualche tempo fa lessi un romanzo di Mariapia Veladiano, e rimasi colpita dalla sua prosa limpida e dal suo stile drammatico, profondo, a tratti poetico.
Nelle ultime settimane ho voluto riprendere idealmente "contatto" con questa scrittrice, e gustarne altri romanzi. Tutti di rara intensità, mai banali, con protagoniste femminili che rimangono nella memoria e nel cuore.
"Il tempo è un Dio breve"
Ildegarda è una donna travagliata che affronta - senza fare sconti a se stessa - l'abbandono del marito, la malattia figlio, la propria sete di senso e di pienezza. Grazie a un incontro inatteso, Ildegarda vivrà un'esperienza che sa di promessa.
"Una storia quasi perfetta"
Bianca insegna arte in un liceo, e ama produrre incantevoli disegni ispirati ai fiori. Quando propone una serie di bozzetti al proprietario di un'azienda di design per collezioni di moda, l'uomo si lascia conquistare da tanta bellezza, e decide di acquisire tutto: sia le opere, sia l'artista. Ma...
"La vita accanto"
Rebecca, nata orribilmente brutta e rifiutata da sua madre fin dal momento del parto, è tuttavia dotata di un grande talento per il pianoforte. Grazie all'incontro con l'anziana signora De Lellis, Rebecca trova nella musica un'inattesa possibilità di riscatto.
"Adesso che sei qui"
Andreina ha sempre amato molto la zia Camilla: da piccola è vissuta con lei nella grande casa di campagna, tra l'orto e le galline. Adesso nella vita della zia irrompe un ospite inatteso e terribile: il «signor Alzheimer», che giorno dopo giorno appanna la lucidità e divora la memoria. Andreina si prende cura di lei fino alla fine: con affetto, fatica, ma anche con letizia e ironia. Perché la vita, fatta di piccoli istanti di presente, può essere comunque bellissima.
10 ottobre 2021
I romanzi di Simonetta Agnello Hornby
Si respira un intenso profumo di vecchia Sicilia, nei romanzi di Simonetta Agnello Hornby. In questi mesi ne ho letti alcuni, apprezzandone originalità di stile e acutezza di ricostruzione storica. Scrittrice palermitana (britannica d’adozione) la Hornby sa tessere vere e proprie saghe familiari che si snodano attraverso i decenni, tra ottocento e novecento, orchestrando sapientemente diversi piani narrativi.
“La mennulara”
Nel 1963 muore la "Mennulara" (la raccoglitrice di mandorle), domestica e amministratrice degli Alfallipe. Lascia uno strano testamento, che scatena contrasti e richiama misteri. Grandi rivolgimenti attendono la famiglia al cui servizio la donna ha dedicato tutta la vita.
“La zia marchesa”
Amalia ricorda i decenni in cui fu balia e poi cameriera personale di Costanza Safamita, infelice donna appartenente alla ricca aristocrazia terriera. Le vicende della marchesa si intrecciano con quelle della sua famiglia, e con quelle della Sicilia di metà ottocento.
“Caffè amaro”
Maria è poco più che adolescente, quando incontra Pietro e accetta di sposarlo. Ma non tutto è semplice come sembra. La sua lunga vita accompagna gli eventi storici di oltre mezzo secolo: i fasci siciliani, l’ascesa del fascismo, la seconda guerra mondiale con i terribili bombardamenti su Palermo.
“Piano nobile”
Siamo nella Palermo del 1942. Il barone Enrico Sorci, ormai morente, ricorda frammenti della propria vita. Intanto i suoi familiari vanno incontro al loro destino, in un mondo che profondamente cambia.
22 agosto 2021
Il cacciatore di aquiloni
In questi giorni drammatici, in cui la situazione afghana scivola sempre più nella tragedia, ho voluto rileggere "Il cacciatore di aquiloni". Un romanzo duro e senza sconti, ma capace di avvincere, far chiarezza, commuovere.
Le vicende di Amir attraversano tre decenni di storia afghana: la caduta della monarchia, l'invasione sovietica, l'avvento dei talebani con il loro regime di violenza, sopraffazione e diritti umani calpestati. Eppure non si tratta di un mero libro "di denuncia"; è autentica narrativa. Khaled Hosseini - scrittore statunitense di origine afghana - ha saputo confezionare un'emozionante storia di amicizia e dolore, tradimento e redenzione.
15 agosto 2021
25 luglio 2021
I romanzi del Bar Lume
Pineta è l'anonima cittadina del litorale toscano (località assolutamente immaginaria) che fa da sfondo ai romanzi di Antonio Malvaldi.
Il protagonista è Massimo Viviani, uomo intelligente e scontroso, anticonformista e ironico; depositata nel cassetto la laurea in matematica, è da anni titolare di un bar dal nome curioso (Bar Lume, appunto). Nel locale trascorrono gran parte delle proprie giornate quattro arzilli vecchietti: giocano a carte o a biliardo, discutono animatamente, e soprattuto si fanno i fatti altrui.
Ogni romanzo della serie racconta un delitto verificatosi a Pineta. Ovviamente la polizia indaga, ma non sempre trova il bandolo della matassa. Ogni volta è decisivo l'aiuto di Massimo e dei quattro ottuagenari, che osservando e deducendo, domandando e spettegolando, si trasformano di fatto in una formidabile squadra investigativa.
Al di là della trama gialla, sono accattivanti l'ambientazione delle storie, la genuinità dei personaggi, il linguaggio disseminato di toscanismi.
- La briscola in cinque
- Il gioco delle tre carte
- Il re dei giochi
- La carta più alta
- Il telefono senza fili
- La battaglia navale
- A bocce ferme
- Sei casi al BarLume
23 luglio 2021
Lèggere letture leggère
Quando giunge l'estate, spesso cresce la voglia di leggerezza. Anche in libreria, o in biblioteca.
A me capita proprio così; quando sto per andare in vacanza, amo mettere in valigia alcuni libri poco impegnativi, da gustare in spiaggia sotto l'ombrellone, o in montagna fra i pendii; o ancora in camera la sera, dopo aver visitato una bella città d'arte. Anche nella vita quotidiana, ogni tanto un po' di leggerezza fa bene: dopo un'intensa giornata di lavoro, perché non regalare alla propria fantasia qualche momento di piacevole relax?
Scegliere "letture leggere" non implica necessariamente imbattersi in "letture mediocri", o in testi di scarsa qualità. Anzi! Significa semplicemente godersi qualche bella storia, lasciandosi catturare dalla trama senza alcuna pretesa di profondità culturale, intellettuale, esistenziale.
In questi mesi mi è capitato spesso di concedermi "letture leggere", e lo ammetto senza alcun imbarazzo: molte mi sono davvero piaciute. Nei prossimi giorni ve ne racconterò alcune.
E voi, avete consigli? Quali letture leggère vi piace lèggere?
#leggerelettureleggere
23 aprile 2021
Giornata mondiale del libro
Oggi, 23 aprile, si festeggia la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore, promossa dall’UNESCO per la valorizzazione e la celebrazione della lettura come attività culturale fondamentale nella storia dei popoli e dell’umanità.
Mi emoziona un po' pensare che nell'immenso mare di tutti i libri scritti in ogni tempo e in ogni luogo, ci siano anche i miei "piccoli tre"...
13 aprile 2021
Giornata internazionale del bacio
22 marzo 2021
Deserto. Il romanzo di Mosè
Con “Deserto” lo scrittore polacco Jan Dobraczynski si cimenta nell'impresa di ricostruire in forma romanzata – ma profondamente fedele al testo biblico – la vicenda umana di Mosè.
Ero ormai giunta agli ultimi capitoli del romanzo, quando ho avuto l’opportunità di seguire un incontro di presentazione organizzato dall’Associazione Italiana Centri Culturali. I contributi della prof. Bartolini De Angeli (docente di Giudaismo ed Ermeneutica ebraica) e di Michele Campiotti (Consiglio Nazionale di Comunione e Liberazione) mi hanno aiutata ad apprezzare ancor più nitidamente dettagli preziosi.
Per questo vi consiglio vivamente di seguire la registrazione dell’incontro, disponibile su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=Tw7c9QrcD08
E anziché cimentarmi in una mediocre recensione del romanzo, condivido con voi alcune suggestioni che la moderatrice Alessandra Govi ha offerto nell’introduzione alla tavola rotonda:
«Deserto è il romanzo della preferenza e della misericordia come metodo della presenza di Dio nella storia. Dobraczynski sceglie di narrare questa esperienza di Israele nel suo percorso verso la terra promessa raccontando la vita di Mosè, l’amico di Dio, colui che Dio stesso ha scelto, che si trova a dover condurre il popolo nel deserto. In questo cammino, passando attraverso momenti di grande fatica e sconforto, egli si scopre sempre più uomo nella sua fragilità, e riconosce nelle pieghe di tutto ciò che accade il volto di Colui che lo ha scelto. Man mano che questa peregrinazione nel deserto si srotola negli anni, muta lo sguardo di Mosè su di sé e sul popolo. Ne emerge un cambiamento reso possibile perché è con Dio che si compie il cammino. Al termine della narrazione, ciò che ci consegna l’autore è un uomo che – giunto alla fine sella sua lunga vita – è pieno di gratitudine per quello che Dio ha permesso nella sua storia e in quella di coloro che lo hanno accompagnato, anche se lui non entrerà nella terra promessa. Mosè emerge come una figura di uomo che nelle sue domande e con il tormentato rapporto con il popolo e con il Mistero è estremamente vicino all’esperienza dell’uomo moderno».
02 marzo 2021
L'appello
L'ultimo romanzo uscito dalla penna di Alessandro D'Avenia ha una sua originalità, e tocca temi importanti: non solo per gli adolescenti, ma anche per chiunque – a qualsiasi età – prenda sul serio le domande profonde del proprio cuore. Eppure, ho letto “L’appello” con una certa fatica.
L'idea di fondo è ottima: Omero Romeo, insegnante cieco, è chiamato come supplente in una classe all’ultimo anno delle superiori. Solo dieci studenti: tutti problematici, confinati in una classe-ghetto di casi umani. Il nuovo professore rompe subito tutti gli schemi, e inventa un nuovo modo per fare l’appello: dopo aver nominato un ragazzo ne esplora il volto con le dita, e lo invita a raccontare qualcosa di sé. Il professore cieco riesce a “vedere” i suoi ragazzi con una profondità che nessuno mai aveva fatto sperimentare loro.
Ottimo spunto, ripeto; tuttavia, ciò che mi ha reso faticosa la lettura è un certo eccesso di verbosità, un linguaggio ridondante e poco realistico, soprattutto quando a parlare sono i ragazzi. Diciottenni di grave problematicità e scarso rendimento scolastico, si esprimono come intellettuali di primo piano. E tutto questo toglie immediatezza alla narrazione.
In ogni caso, la riflessione sul ruolo dell'insegnante non è affatto banale. Permettetemi di offrirvi una pagina, che idealmente dedico a mio figlio, in cammino verso questa stessa scelta di vita...
Ricordo il momento in cui ho deciso che avrei fatto l'insegnante l'ho confidato ai miei amici. Ero felice, vedevo un futuro pieno di senso: continuare a studiare ciò che amavo e trasmettere quell’amore agli altri. Che cosa c'è di più grande? Eppure tutti mi dicevano parole che trasformavano il mio sogno in un’illusione: sarai un morto di fame, ai ragazzi non fregherà nulla, ripeterai sempre le stesse cose e ti troverai vecchio a 40 anni… Ma a me sembrava molto più reale il mio sogno che i loro discorsi basati sui soldi da accumulare e sul miraggio di certe carriere. Inoltre avevo l’esempio dei miei genitori: felici e realizzati nel fare i maestri di ciò che amavano. Così andai a parlare con loro. Mia madre mi disse che forse avevano ragione a sostenere che sarei stato un morto di fame, ma sbagliavano sulla parola “morto”. Sarei stato “vivo” dalla fame. Non capivo. E lei mi spiegò che da quando studiava e insegnava il greco e il latino non si era mai annoiata, si era sempre sentita aperta a una ricerca inesauribile. Quella fame la teneva viva e quella vita si trasmetteva agli altri. E questo è un grande sogno: non sopravvivere, ma essere vivi. Chi ha paura di morire cerca di resistere e si limita ad appropriarsi di energie già esistenti. Chi invece ha fame di vivere diventa un rivoluzionario, suo malgrado, perché crea nuove energie che prima non c'erano e le introduce nella vicenda umana dando slancio, forza, calore agli altri.
14 gennaio 2021
Regali di compleanno
La lettura è un'avventura a tutte le età, anche quando si è talmente piccoli da poter guardare solo le figure, mentre mamma o papà leggono i testi. Si inizia così. E poi ci si innamora della narrativa.
Per questo mi piace ricordare certi libri - magari illustrati, magari cartonati - che hanno accompagnato l'infanzia dei miei figli, o addirittura la mia. Non sarà vera letteratura, ma introduce a una passione che può durare tutta la vita.
Inizio con un libretto delizioso: "Regali di compleanno", scritto dal britannico Paul Stewart e illustrato da Chris Riddel.
Coniglio e Porcospino sono grandi amici: il primo dorme di notte, il secondo di giorno, ma alla sera si incontrano e chiacchierano insieme. Non conoscendo la data dei propri compleanni, decidono di festeggiarli entrambi... domani!
«Forse non è il giorno giusto, come facciamo a saperlo?»
«Forse non è il giorno giusto, ma forse lo è. Sarebbe un vero peccato se fosse il giorno giusto e noi non lo festeggiassimo».
Ciascuno dei due ha ventiquattr'ore di tempo per trovare il regalo; ma non è facile azzeccare il dono giusto per un amico così diverso da sé.
Delicatezza e rispetto, originalità e ironia, caratterizzano questa storia d'amicizia pensata per i più piccini, ma bella per tutti.
08 gennaio 2021
Il primo fiore di zafferano
Prima di partire per la mia breve vacanza invernale, ho acquistato al volo alcuni e-book da leggere in montagna, pregustando lunghe serate al calduccio, mentre fuori scendeva la neve.
Ho scaricato anche un romanzo di cui non sapevo nulla, scelto fra le proposte editoriali in offerta, con un criterio “di pancia” che non mi è abituale: "Il primo fiore di zafferano" di Laila Ibrahim, scrittrice a me sconosciuta. È stata una piacevole sorpresa: ho trascorso ore gradevolissime, immersa in una storia delicata e semplice.
Siamo nella Virginia di metà ottocento, terra di grandi piantagioni e drammatiche ingiustizie sociali. La schiava nera Mattie, mamma da poco, viene destinata alla casa padronale come balia della primogenita dei signori; dovrà quindi separarsi dal proprio bambino, per allattare e accudire la piccola Lisbeth. Lo strappo è lacerante, ma la donna sa bene di non avere alternative.
Giorno dopo giorno, poppata dopo poppata, germoglia fra la donna e la bambina un rapporto intenso, profondo, che le segnerà per tutta la vita.
Questa lunga storia inizia così...
Mattie era raggomitolata intorno al corpicino caldo di suo figlio quando l’odioso messaggero bussò. Rimase distesa sul giaciglio, restia a interrompere quel momento prezioso, e ascoltò il respiro pesante di suo nonno che dormiva. Guardò Samuel e gli premette il naso sul collo morbido per annusare quel dolce profumo di neonato. Asciugò con delicatezza il sudore che gli imperlava la fronte e gli diede un tenero bacio sulla tempia. Ci fu un altro insistente colpo alla porta. Mattie si alzò. Strinse Samuel così vicino a sé da sentire il suo respiro caldo sul petto e andò ad aprire strascicando i piedi sul pavimento di terra battuta. Si aspettava quella visita da settimane, l'aveva immaginata tante volte, ma guardava a quel momento con terrore. Aprire avrebbe segnato la sua vita per sempre, come uno spartiacque tra un prima e un dopo.
24 dicembre 2020
22 dicembre 2020
Come una manciata di fango che diventa luce
Un'amica, mentre metteva ordine fra i suoi libri, si è imbattuta in quella che ha definito "una lucente pagina" di Alda Merini. È tratta dalla raccolta "Corpo d'amore", e la conclude.
L'amica mi ha mandato la fotografia della pagina, aggiungendo: «Anche i tuoi libri sono nati così». Non so se sia vero, ma mi piace pensare che il dono di scrivere sia - appunto - un regalo ricevuto.
«E così nascono i libri, nell'amore, e così nascono i libri che nessuno legge mai, e così il libro prima di nascere Dio lo deposita in te come un manciata di fango che diventa luce.
Domandano tutti come si fa a scrivere un libro. Si va vicino a Dio e gli si dice: feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore e portami via dagli altri, rapiscimi.
Così nascono i libri, così nascono i poeti».
(Alda Merini)
15 dicembre 2020
Verso il Natale, con... il cielo negli occhi!
Ho sempre amato tantissimo il Natale, fin da quando ero bambina.
- La camera bella
- Tempo di cose nuove
- Il velo dorato
10 dicembre 2020
Patris corde
Con la Lettera apostolica “Patris corde - Con cuore di Padre”, Papa Francesco ricorda il 150.mo anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale. Per l’occasione, dall'8 dicembre 2020 all’8 dicembre 2021 si terrà uno speciale “Anno di San Giuseppe”.
Ecco, subito mi torna alla mente uno dei romanzi che più ho amato: "L'ombra del padre" di Jan Dobraczyński.
Vi ripropongo una breve recensione e "una pagina tratta da"...
https://letturavventura.blogspot.com/2015/12/non-temere-prendila-in-casa-tua.html?m=1
21 novembre 2020
Giornata Mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza
Ogni anno la Giornata Mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza ricorre il 20 novembre, per celebrare i diritti dei bambini e degli adolescenti (risale al 20 novembre 1959 la Dichiarazione dei diritti del fanciullo approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite).
Io non sono certo in grado di dare un contributo significativo su un tema così importante e delicato. Però sono lieta di aver offerto ai ragazzi tre libri scritti con amore, pensando proprio a loro.
06 ottobre 2020
Il treno dei bambini
[...] Guardo le scarpe della gente. Scarpa sana: un punto; scarpa bucata: perdo un punto. Senza scarpe: zero punti. Scarpe nuove: stella premio. Io scarpe mie non ne ho avute mai, porto quelle degli altri e mi fanno sempre male. Mia mamma dice che cammino storto. Non è colpa mia. Sono le scarpe degli altri. Hanno la forma dei piedi che le hanno usate prima di me. Hanno pigliato le abitudini loro, hanno fatto altre strade, altri giochi. E quando arrivano a me, che ne sanno di come cammino io e di dove voglio andare? Si devono abituare mano mano, ma intanto il piede cresce, le scarpe si fanno piccole e stiamo punto e a capo. [...]
Siamo nella Napoli degli anni ’40; la guerra è finita da poco e tante famiglie vivono nella miseria più nera. Il piccolo Amerigo Speranza, vivace scugnizzo senza padre, vive in un “basso” con la madre analfabeta; trascorre le sue giornate vendendo stracci e inventando espedienti.
Un bel giorno sua madre lo accompagna al “palazzo dei comunisti”, dove ai bambini poveri di Napoli è offerta un’inattesa opportunità: partire per il Centro Nord e trascorrervi alcuni mesi, ospitati da famiglie generose che si prenderanno cura di loro, fino al ritorno della bella stagione.
La scrittrice Viola Ardone prende spunto da una vicenda reale: davvero in quegli anni il Partito Comunista Italiano organizzò i cosiddetti "treni della felicità". Bambini provenienti da realtà di bisogno e disagio erano dati in affidamento per un certo periodo a famiglie del Settentrione; quando tornavano a casa erano rivestiti, ben nutriti e più istruiti.
Il piccolo Amerigo parte, insieme con altri ragazzini del suo quartiere, il cuore strizzato dalla nostalgia e dal timore. Dopo un lungo viaggio giunge in Emilia Romagna, dove viene catapultato in una realtà del tutto nuova, e affidato a una donna disorientata quanto lui perché «di bambini non ne capisco proprio».
Oscillando tra il senso di perdita e il desiderio di riscatto, Il treno dei bambini è un romanzo di formazione delicatissimo, che sa descrivere con realismo commovente e ironico una vicenda umana drammatica, osservata con gli occhi d’un ragazzino di sette anni.
07 settembre 2020
Montalbano legge Schiavone (e viceversa)
Leggendo il racconto "L'eremita" all'interno della raccolta L'anello mancante, mi sono imbattuta in un passaggio curioso: il vicequestore Schiavone riceve dal suo collega anatomopatologo due romanzi che hanno per protagonista Salvo Montalbano.
Mi sono ricordata che in L'altro capo del filo accade l'esatto inverso: il commissario Montalbano legge qualche bella pagina di un romanzo che ha per protagonista Rocco Schiavone.
Due camei brevi e discreti, ma a mio parere deliziosi. Vi invito a leggerli qui sotto.
Insomma: Andrea Camilleri e Antonio Manzini si sono scambiati, suppergiù negli stessi anni, cenni di reciproco apprezzamento. I grandi sanno riconoscersi fra loro.
Fu solo nel pomeriggio inoltrato che l'anatomopatologo Alberto Fumagalli arrivò a casa sua. Rocco gli aprì la porta e si precipitò a letto.
«Tieni» disse Fumagalli gettando due libri fra le lenzuola «almeno ti fai una cultura...».
«Che roba è?».
«Belle storie di un tuo collega, ma sta in Sicilia e si gode il caldo, il mare e una cucina sopraffina».
Rocco guardò le copertine blu. Sorrise. Quel commissario lo conosceva. «Farei volentieri a cambio con lui. Solo dovrei imparare il siciliano».
«Lascia perdere, è camurrioso assai».
«Comunque li ho letti tutti e due».
«E tu rileggili, male non ti fa. Allora, quanto abbiamo di febbre?».
[Antonio Manzini - L'eremita - 2017]
Arriniscì macari a liggirisi qualichi bella pagina di un romanzo che aviva come protagonista a un viciquestori romano mannato tra le nivi d'Aosta. Il solo pinsero d'attrovarisi al posto di quel collega gli fici veniri un bripito di friddo lungo la schina...
[Andrea Camilleri - L'altro capo del filo - 2016]
20 agosto 2020
Rocco Schiavone
«I conti si faranno alla fine. A destra la colonna col segno più, a sinistra quella col segno meno e in mezzo quella enorme e vuota delle intenzioni e dei rimorsi».
[Antonio Manzini, Pulvis et umbra]
In questi mesi estivi il vicequestore Rocco Schiavone mi ha fatto molta compagnia. Cercavo una lettura poco impegnativa ma non banale, e ho attinto ai romanzi di Antonio Manzini, affrontandoli uno dopo l’altro in ordine cronologico.
Inutile accennare alla trama: immagino che tutti la conoscano, se non altro per aver visto almeno qualche puntata della serie tivù (in cui, detto per inciso, l’attore Marco Giallini riesce a rendere magistralmente il personaggio).
Ciò che mi preme sottolineare, è la buona qualità di questi romanzi: al di là dell’intreccio poliziesco (peraltro ben costruito), emerge la figura umana del protagonista. Un antieroe tormentato e consapevole, contraddittorio e spesso urtante, scontroso, cinico, ma a suo modo irresistibile. Un uomo che - di romanzo in romanzo - si evolve e cambia, come se i libri di Manzini fossero un’unica, sofferta, lunga storia.
- Pista nera
- La costola di Adamo
- Non è stagione
- Era di maggio
- Cinque indagini romane per Rocco Schiavone
- 7-7-2007
- Pulvis et umbra
- L'anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone
- Fate il vostro gioco
- Rien ne va plus
- Ah l'amore l'amore
21 giugno 2020
Buone vacanze!
14 giugno 2020
Black lives matter, all lives matter
La mia speranza è che questa storia aiuti i lettori delle nuove generazioni a riflettere con serenità, lontani sia dal pregiudizio sia dall'ideologia. Perché davvero: "Black lives matter". E non solo le vite dei neri. "All lives matter".
Permettetemi di offrirvi uno stralcio della prima pagina...
Mi chiamo Tom, ho dieci anni e ho appena finito la quarta elementare. Sono alto per la mia età, sono forte e so correre veloce. Ho la pelle scura, non tantissimo però. Ho gli occhi neri e anche i capelli neri molto ricci.La mia mamma si chiama Adaora. La sua pelle è molto scura, e anche i suoi capelli sono molto neri. Viene dalla Nigeria, arrivò in Italia a 15 anni. Quando aveva 17 anni nacqui io.Fin qui era tutto abbastanza facile; il tema però si preannunciava lungo, e in certi punti piuttosto complicato. Se Tom avesse potuto scegliere, avrebbe preferito svolgere alcuni dei temi assegnati al resto della classe: più generici, meno personali. Ma la maestra aveva insistito: “Provaci, Tom. Racconta per iscritto la tua storia: così, quando arriverai nella nuova scuola, potrai farla leggere alla nuova maestra e lei imparerà subito ad apprezzarti”.
Tom rifletté per qualche minuto, poi riprese a scrivere.
Quando ero piccolissimo vivevamo in un centro di accoglienza qui in Sicilia, vicino al mare. Spesso andavamo in spiaggia e giocavamo con la sabbia, i sassi e i legnetti. Al centro vivevano tante persone: c’erano mamme con i loro bambini, ma anche bambini senza mamma e mamme senza bambini. Ogni tanto c’era anche qualche papà, con bambini o senza. Io non ho mai conosciuto il mio papà. Eppure sono nato lo stesso, e mamma dice sempre che l’ho resa felice.Tom si sentì soddisfatto: era riuscito a mettere subito le cose in chiaro. Lui non era un bambino di serie B, nato per sbaglio nel grembo di un’adolescente di colore ferita dalla vita. Lui era un bambino in gamba, che aveva reso felice la donna più bella del mondo.
13 giugno 2020
Gli amori difficili
Non sono amori veramente difficili, quelli che Italo Calvino racconta ne "Gli amori difficili". In realtà non sono nemmeno amori. Sono situazioni – a volte inattese, a volte apparentemente banali – che coinvolgono persone comuni. Nessuna novella ha un lieto fine, perché il fulcro non è la love story, ma l'incertezza esistenziale che in maggiore o minore misura segna la vita dei personaggi. I due racconti lunghi posti alla fine del volume, poi, riescono a descrivere magistralmente – attraverso la metafora della formica argentina e della nuvola di smog – il male di vivere.
Si tratta di racconti brevi, ma tutt'altro che "facili"; meritano una lettura calma, che possa assaporare la prosa assolutamente geniale di un autore non comune.
23 aprile 2020
Giornata mondiale del libro
- Come lettrice desidero festeggiare, perché il piacere della lettura non mi abbandona fin dalla più tenera età, e sono certa che mi accompagnerà fino all'ultimo dei miei giorni.
- Come scrittrice non sono certo in grado di contribuire al "progresso sociale e culturale dell'umanità"; però mi sentirei già molto appagata se i miei romanzi riuscissero ad accendere nei ragazzi la passione per la narrativa.
18 aprile 2020
Addio, Luis Sepúlveda
- Sì, sull'orlo del baratro ha capito la cosa più importante - miagolò Zorba.
- Ah sì? E cosa ha capito? - chiese l’umano.
- Che vola solo chi osa farlo - miagolò Zorba.

25 marzo 2020
Dantedì
Franco Nembrini - insegnante, saggista e divulgatore dantesco - non ha alcun dubbio:
"Dante può dire tutto, perché il fatto che parli al cuore dell’uomo, alla sua ragione, alla sua libertà e parli di valori eterni e immutabili lo rende veramente di una attualità strepitosa, anzi, proprio perché l’uomo moderno quegli ideali li ha persi, la modernità di Dante è strepitosa".
Oggi, 25 marzo 2020, ricorre la prima giornata nazionale dedicata al sommo poeta, istituita lo scorso gennaio dal Consiglio dei Ministri, a un anno di distanza dal 700esimo anniversario dalla morte di Dante.
24 marzo 2020
In memoria di Albert Uderzo
Poche ore dopo, Albert Uderzo - il disegnatore cui si deve la paternità del celebre fumetto - è stato stroncato da un infarto.
Ovviamente non c'è alcuna correlazione con il mio post, e non è vero che io porto sfiga.
In ogni caso, Uderzo è morto questa notte all'età di 92 anni, per una crisi cardiaca che non ha nulla a che fare con il coronavirus.
Uderzo non disegnava più da parecchi anni, ma ha sempre continuato a mantenere la supervisione sugli albi della saga, fino all'ultimo (Asterix e la figlia di Vercingetorige), uscito lo scorso autunno.
23 marzo 2020
Asterix & Coronavirus
Il mio primogenito - attento cultore del mondo antico - mi ha fatto notare una chicca: in "Asterix e la corsa d'Italia" c'è un personaggio di nome... Coronavirus!
Non volevo crederci, non ricordavo quel dettaglio, ma il figliolo mi ha messo tra le mani il fumetto. Aveva ragione!
In tempi non sospetti (anno di pubblicazione 2017), gli autori chiamarono così l'auriga romano cui Giulio Cesare aveva affidato l'incarico di battere Asterix e Obelix. Ovviamente, la palma della vittoria toccò ai due irriducibili, irresistibili Galli.
E Coronavirus fu sconfitto.
21 marzo 2020
La primavera ai tempi del coronavirus

16 marzo 2020
Sostare un attimo
di raggiungerci».
Quanto è vera, questa intuizione dell'autore de "La storia infinita"? Quanto è attuale, in questi giorni di forzato isolamento?
04 marzo 2020
La ragazza con l'orecchino di perla
Siamo a Delft, nell'Olanda del XVII secolo. La graziosissima Griet, figlia sedicenne di un artigiano divenuto cieco per un incidente, accetta di andare a servizio presso la famiglia di Jan Vermeer, celebre pittore.
La scrittrice americana Tracy Chevalier racconta con pennellate gradevoli le giornate della ragazza, le fatiche del lavoro quotidiano, le dinamiche relazionali con le persone che vivono in quella casa.
Il nodo centrale de romanzo è però il rapporto che giorno dopo giorno si crea tra Griet e il suo padrone. Alla ragazza è affidato l’incarico di pulire quotidianamente con maniacale precisione l’atelier; nell'adempiere a questo compito Griet rimane affascinata dall'estro e dalla personalità dell’artista. Ne nasce un rapporto di silenziosa complicità, di segreta sintonia.
Nell'intimità nascosta dell’atelier, Griet poserà poserà per Vermeer. E ne nascerà un quadro stupendo, che è giunto fino a noi, e ancor oggi affascina chi ama l’arte e la bellezza.
22 febbraio 2020
Cambiare l'acqua ai fiori
«Te lo presto, se vuoi - mi ha detto una cara amica porgendomi Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin - Leggilo, è molto carino».
Ho accettato volentieri, e ho riposto il volume sulla mensola dei "libri da leggere". Dorso rosa confetto, copertina inequivocabilmente "al femminile", forse poteva andar bene sotto l’ombrellone. Se non avessi avuto l’obbligo morale della restituzione, probabilmente l’avrei lasciato lì per un tempo indeterminato. E mi sarei persa l’opportunità di una lettura molto particolare.
Violette Toussaint è la guardiana del cimitero di una cittadina della provincia francese: pulisce le tombe, cambia l'acqua ai fiori, coltiva l'orto, conserva trascritti in un quadernetto tutti i discorsi funebri cui assiste giorno dopo giorno. Eppure è una persona gradevole, la porta della sua casetta è sempre aperta per chi desidera scambiare due chiacchiere o bere un buon the.
Sembrerebbe la premessa per una storia leggera e un po’ surreale; invece, col procedere dei capitoli, l’intreccio acquisisce una drammaticità che finisce col catturare il pensiero di chi legge.
Chi è veramente Violette? Che cosa nasconde il suo passato?
Che fine ha fatto suo marito, scomparso da anni?
E chi è questo strano commissario, che un giorno bussa alla porta della casetta con una richiesta a dir poco insolita?
La narrazione procede su piani temporali differenti, spostandosi continuamente dall'uno all'altro; segue le vicende di personaggi diversi, in un continuo rimando tra vita e morte, desiderio e ricordo, carnalità e tragedia.
12 febbraio 2020
Fiori dalla cenere
Siamo nel 1947: la seconda guerra mondiale è terminata da poco, e la ventenne americana Charlie parte per l’Europa con sua madre. Destinazione: una clinica in cui potrà risolvere senza clamore il suo "Problemino", ovvero sbarazzarsi del figlio indesiderato che porta in grembo. Ma il suo vero desiderio è ritrovare la cugina Rose, scomparsa in Francia sei anni prima; per adesso il Problemino può attendere.
Charlie fa una scelta temeraria: si smarca dalla madre, e intraprende un difficile viaggio seguendo l’unica traccia a sua disposizione: il nome dell'uomo per cui Rose aveva lavorato poco prima di scomparire.
Charlie giunge così all'incontro con Eve Gardiner, una donna sciupata dagli anni e avvelenata dal rancore, indifferente a qualsiasi richiesta di informazioni o di aiuto. Ma appena Charlie cita il nome dell'uomo che sta cercando, Eve ha un sussulto, e il suo atteggiamento cambia segno: quello è il nome dell'uomo che anche lei vorrebbe ritrovare, per saldare un contro vecchio di trent'anni.
Accompagnate da Finn, autista tuttofare di Eve, le due donne intraprendono un lungo viaggio sulle strade francesi ancora devastate dai bombardamenti.
Le avventure del presente si intrecciano pagina dopo pagina con la narrazione del passato di Eve, spia inglese negli anni della prima guerra mondiale.
Giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, i tre protagonisti impareranno a conoscersi; intanto anche il Problemino dirà la sua.
Un po' romanzo storico, un po' storia di spionaggio, un po' avventura umana, Fiori dalla cenere di Kate Quinn cattura l’attenzione e resta nella memoria.
01 febbraio 2020
La cattedrale del mare
Ho iniziato la lettura de La cattedrale del mare dando ascolto alla mia passione per i romanzi storici. Confesso che, all'inizio, ero un po' diffidente: spesso i best seller tradiscono le attese, soprattutto quando propongono storie ambientate nel medioevo.
Tuttavia, dalla penna di Ildefonso Falcones è uscita una storia piacevole, ben scritta, nel complesso credibile.
Ambientata nella Barcellona del XIV secolo, descrive la vita avventurosa - e la parabola sociale - di Arnau Estanyol, servo della gleba fuggiasco, che faticosamente si fa spazio nel mondo. Sullo sfondo svetta la cattedrale di Santa María del Mar, che il protagonista vede nascere e poi crescere decennio dopo decennio, contribuendo alla costruzione: splendida chiesa gotica che sempre Arnau avrà cara come una vera casa.
26 gennaio 2020
Harry Potter e i Doni della Morte
Silente gli sorrise e la sua voce risuonò alta e forte nelle orecchie di Harry anche se la nebbiolina luminosa stava calando di nuovo e nascondeva la sua sagoma.
"Certo che sta succedendo dentro la tua testa, Harry. Ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero?"
23 gennaio 2020
Harry Potter e il principe mezzosangue
20 gennaio 2020
Harry Potter e l'ordine della fenice
17 gennaio 2020
Harry Potter e il calice di fuoco
14 gennaio 2020
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
11 gennaio 2020
Harry Potter e la camera dei segreti
08 gennaio 2020
Harry Potter e la pietra filosofale
05 gennaio 2020
Harry Potter
Allora ho frugato nella libreria dei figli, trovando quello che faceva per me: la saga di Harry Potter, pronta per essere riletta (a distanza di anni dalla prima volta) e goduta con calma.
Ho gustato l’uno dopo l’altro i sette romanzi, e in ciascuno di essi ho trovato piccole perle, che desidero condividere con voi nei prossimi giorni!


































