26 settembre 2026

Eleonora d'Aquitania

Durante l’estate ho letto "La regina irriverente", romanzo storico sulla figura di Eleonora (Aliénore) d’Aquitania. Carla Maria Russo ci restituisce il ritratto di una donna appassionata, colta, un po’ ribelle, amante della bellezza e della libertà. 
Eleonora viene data in sposa a Luigi VII, erede al trono di Francia: uomo schivo, riservato, profondamente religioso, lontanissimo dal temperamento esuberante della giovane moglie.
 
Il romanzo (storicamente attendibile e letterariamente gradevolissimo, nonostante qualche cedimento al gusto del “romance”) racconta la vita di Eleonora dalla fanciullezza al naufragio del matrimonio; si ferma quindi sulla soglia della seconda parte della sua vita, quando Eleonora – non più regina di Francia – diverrà regina d’Inghilterra.

Il romanzo ha lasciato in me il desiderio di approfondire i contorni di questa figura femminile così particolare; ho quindi ripreso contatto con lei, passando dalla narrativa alla saggistica.

Nella biografia "Eleonora d'Aquitania", la storica francese Régine Pernoud ricostruisce l'intera vita di Aliénore: duchessa d'Aquitania, regina di Francia, regina d'Inghilterra, madre di Riccardo Cuor di Leone e figura di primo piano nella politica europea del XII secolo. 

Più che sugli aspetti avventurosi e romantici, la Pernoud si concentra sul contesto storico, sulle fonti documentarie e sul ruolo politico della regina, sottolineandone soprattutto l’intelligenza, le capacità politiche, le competenze amministrative. Dimostra quindi che nel Medioevo alcune donne potevano esercitare un autentico potere politico e culturale, sfatando molti stereotipi sul ruolo femminile in quell’epoca.

Insomma: ho letto un romanzo accurato quasi come un saggio, e un saggio avvincente quasi come un romanzo. Leggere in parallelo questi due testi, che si completano a meraviglia, è un esperimento interessante e piacevole: il romanzo dà voce alle emozioni e alla dimensione umana di Aliénore, mentre il saggio aiuta a focalizzarsi sulla ricostruzione storica.



19 settembre 2026

La valle dell'Eden

 "La valle dell'Eden" può ben considerarsi un classico della letteratura statunitense. Pubblicato nel 1952 dal premio Nobel John Steinbeck, è ambientato in California, nella valle di Salinas, nei decenni tra la Guerra Civile e la Prima Guerra Mondiale.

Il romanzo segue la storia di due famiglie, gli Hamilton e i Trask, le cui vicende si intrecciano attraverso più generazioni. Al centro della narrazione vi sono Adam Trask, uomo di buon cuore e alti ideali, e i suoi figli gemelli Cal e Aron, nati da una donna misteriosa e perversa - Cathy - che ben presto abbandona il marito e i figli. Le tensioni tra i due fratelli riecheggiano il racconto biblico di Caino e Abele, che percorre in filigrana l'intero romanzo.

La domanda di fondo è: nella grande lotta tra il bene e il male, può l'uomo scegliere il proprio destino, o è deterministicamente vincolato al ruolo - Caino o Abele - che gli è stato assegnato fin dalla nascita?
La risposta sarà sintetizzata in una parola ebraica: «Timshel».

Per approfondire, suggerisco una recensione di particolare spessore:

...Dove le idee di Samuel si confondevano del tutto era al pensare se allora la gente sarebbe stata felice. 
Felice? Qui nasce la confusione. Prima raggiungiamo quel che si vuole,  e poi vi mostreremo la felicità. 
E Samuel si ricordava di un cugino di sua madre in Irlanda, un cavaliere ricco e bello, che si sparò e morì seduto su un divano accanto alla donna più bella del mondo,  che lo amava.
«C'è un genere di appetito» diceva Samuel «che un mondo e mezzo di dolci non possono soddisfare»...